Nel mese di novembre aumentano le persone in cerca di lavoro e cresce in misura notevole il numero di disoccupati. 

La nota mensile dell’Istat sugli occupati ed i disoccupati in Italia svela la vera identità del mercato del lavoro italiano. E non è un ritratto di bella fattura.
Per mesi abbiamo invitato a guardare con cautela i dati sulla disoccupazione nel nostro Paese. La riduzione costante dei disoccupati ha avuto come motore principale gli sgravi contributivi. Ridotti gli incentivi si è spenta anche la spinta propulsiva del mercato del lavoro.
Ma non finisce qui. I numeri positivi evidenziati nei mesi scorsi sono stati anche la diretta conseguenza dell’elevato tasso di inattività. Sempre più italiani, infatti, sono finiti nella bolla della sfiducia che li ha portati addirittura a smettere di cercare lavoro, causando in maniera indiretta la diminuzione del tasso di disoccupazione.

L’inadeguatezza delle politiche attive è storicamente uno dei problemi più grandi del sistema Italia, una questione sottovalutata e rimasta irrisolta con il Jobs Act. Aumentare la flessibilità all’interno del singolo rapporto di lavoro senza inserire adeguati meccanismi di garanzia e di orientamento al lavoro rischia di portare a dei risultati negativi ed inattesi per l’esecutivo.
La conferma viene proprio dagli ultimi dati. Non appena è aumentato il numero di persone in cerca di lavoro è aumentata in maniera esponenziale anche la quantità di disoccupati. Secondo l’Istat, nel mese di novembre, la stima degli inattivi è diminuita dello 0,7% (-93 mila unità) ed il tasso di inattività si attesta sul 34,8% (-0,2%).

Il mercato del lavoro italiano dimostra al momento di non essere pronto ad accogliere la grande quantità di giovani e meno giovani in cerca di lavoro. La stima dei disoccupati risulta infatti in grande aumento (+1,9%, pari a +57 mila), dopo il calo dello 0,6% registrato nel mese precedente. Il tasso di disoccupazione è pari all’11,9%, nettamente il più alto degli ultimi dodici mesi. Per trovare un livello di disoccupazione più alto dobbiamo tornare a giugno 2015 (12,2%).
Se analizziamo i dati su base annua le tendenze sono simili. Rispetto a novembre 2015, infatti,  aumentano i disoccupati (+5,7%, pari a +165 mila) e calano gli inattivi (-3,4%, pari a -469 mila).
Appare evidente, dunque, che l’Italia fatichi ad intraprendere la strada della ripresa: le aziende sono ancora convalescenti per via della crisi della domanda interna e dell’elevato carico fiscale. Sarà fondamentale individuare le reali criticità del mercato del lavoro ed intervenire in maniera sistemica rifiutando la logica degli incentivi occasionali che hanno mostrato di generare effetti positivi sono nel brevissimo periodo.