Abbiamo un’idea chiara di noi stessi? Di chi siamo e di quali abilità disponiamo? Quali sono i valori di riferimento che perseguiamo? A quale modello di leadership facciamo riferimento?

Se abbiamo utilizzato uno strumento come quello rosa delle competenze, o altri similari, probabilmente sì.

crescita sviluppo personale leadershipPiù difficile risulta essere la capacità di lavorare sui nostri punti di debolezza e su quelli di forza. E’ diffusa la convinzione che nel tempo, l’esercizio, l’espletamento di buone pratiche, assolvano a questa funzione, attivando un processo di crescita spontaneo, naturale: un percorso evolutivo che viene da sé.

Ma è proprio così? O meglio: siamo sicuri che tutto evolva in meglio  in un generico processo, naturale, di crescita?

Ho qualche dubbio in proposito e, in tale direzione, l’esperienza mi dice che solo là dove questo processo è stato affrontato intenzionalmente, per esempio attraverso un Piano d’Azione Individuale, tale processo è stato governato e orientato verso cambiamenti consapevoli.

La premessa a tutto ciò sta nel cogliere la differenza tra crescita e sviluppo. Due processi apparentemente simili ma che, in ambito formativo, assumono invece connotazioni differenti.

Prendete la vostra rosa delle competenze e ponete attenzione, innanzitutto, ai vostri punti deboli: quali sono quelli su cui agire con priorità? Facendo cosa? In quanto tempo? Come verificarli? Procedere in questo modo vuol dire crescere: lavorare su un aspetto negativo, o poco positivo, nell’ottica del miglioramento.

Sviluppare vuol dire, invece, valorizzare le risorse possedute, i punti di forza e attivarle. Valorizzarle significa potenziarle: in ciò aiuta l’esperienza formativa pianificata ad hoc; attivarle indica la capacità di utilizzarle quotidianamente, consapevoli – in entrambi i casi – delle buone pratiche espletate e tali da renderci virtuosi di quella risorsa.