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Giù le tasse per chi investe in startup

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Entro la fine del mese il Governo dovrebbe approvare il decreto Finanza per la crescita, un provvedimento volto a favorire la crescita dimensionale e l’internazionalizzazione delle aziende e rendere più agevole l’accesso al credito. 

Tra le misure più attese ci dovrebbe essere un’azione per le imprese che investono in startup. In Italia sono ancora poche le aziende che decidono di finanziare altre società, per via di una cultura imprenditoriale profondamente diversa rispetto a paesi come gli Stati startup-finanzaUniti, dove investimenti di questo tipo sono all’ordine del giorno, e a causa di una tassazione troppo penalizzante.
Il ministero dell’economia proverà ad intervenire inserendo nel decreto Finanza per la crescita una misura di detassazione per le aziende che investono in imprese che generano ricavi compresi tra i 50 ed i 200 milioni di euro.
Il Governo sta ancora valutando le diverse modalità di attuazione. L’ipotesi in ballo in questo momento riguarda la possibilità di ridurre il carico fiscale per le società quotate che acquisiscono una partecipazione in una startup attiva da non più di cinque anni.
L’investimento sarà con ogni probabilità vincolato ad una serie di parametri ancora da stabilire. Probabile venga disciplinata una durata minima dell’investimento e stabilito un tipo di asset allocation da utilizzare.
Secondo Il Sole 24 Ore dovrebbe essere ritoccato il prelievo sul capital gain, che attualmente si attesta al 26,5%.
Si tratta, ad ogni modo, di un passo in avanti nell’ottica della creazione di un ecosistema innovativo che non benefici solamente di investimenti pubblici o di capitali propri, ma che sia in grado di attirare anche investitori privati italiani ed esteri.

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