Secondo i dati forniti da Unioncamere, nei primi nove mesi del 2016 il numero di imprese iscritte alla Camera di Commercio è cresciuto di 41.597 unità, 2.227 in più rispetto allo stesso periodo del 2015 (+0,7%).

L’Italia è tornata così ai ritmi di crescita del 2007, facendo registrare la variazione positiva più ampia dal 2012. Sono tre i settori trainanti del sistema imprenditoriale italiano: turismo (+10.584 imprese), commercio (+6.703) e servizi alle imprese (+6.405). Male, invece, le costruzioni (-2.485 unità da incentivi-impreseinizio anno), le attività manifatturiere (-1.657) e il comparto dell’estrazione di minerali (-34).
Sembra, dunque, che l’economia italiana, in questo momento storico, sia trascinata dal terziario, mentre il settore industriale è quello che ha subito maggiormente la crisi.
Fanno ben sperare i dati sulla distribuzione territoriale delle imprese. Nel periodo preso in considerazione, infatti, è il Sud l’area che fa registrare una crescita maggiore, con un saldo positivo di oltre 7.000 aziende. Tra le regioni del Mezzogiorno, bene soprattutto la Campania, dove il saldo tra iscrizioni e cessazioni è pari a +2.228.
Il primato assoluto spetta però al Lazio (2.881 imprese in più). In termini relativi, invece, la crescita più sostenuta avviene in Basilicata (+0,95%), Sardegna (+0,53%) e Lazio (+0,45%).

Le cooperative sono tra le forme giuridiche più dinamiche. Il tasso di crescita maggiore spetta alle società di capitali (+2,9%), seguito dalle altre forme, in particolare le coop, che presentano una variazione positiva dell’1,5%, corrispondente a +2.319 unità; mentre diminuiscono di oltre 6mila unità le imprese individuali.
Il presidente di Confcooperative, Maurizio Gardini, ha commentato i dati di Unioncamere, sottolineando la capacità delle cooperative di creare aggregazione aumentando così il capitale disponibile. “La cooperativa – dichiara Gardini – si segnala come la forma d’impresa che più delle altre dimostra una spiccata vocazione a crescere collaborando. I dati Unioncamere-Infocamere certificano che per ogni mille imprese registrate, le cooperative che hanno dichiarato di avere sottoscritto un contratto di rete sono 9,3%, dato nettamente superiore e a tutte le altre tipologie d’impresa e più che doppio rispetto al 4,2 registrato dalle stesse cooperative a giugno 2014″.