Il premio Nobel James TobinNel 1972, il premio nobel James Tobin, teorizzava la sua “Tobin tax”.

James Tobin (professore del nostro premier Monti), propose una tassa che prevedeva di colpire tutte le transazioni sui mercati valutari per stabilizzarli e in contemporanea procurare entrate destinate alla comunità internazionale.

Ma come mai la tassa è rimasta dormiente per tanti anni?

Nel 1984 la Svezia introdusse la Tobin Tax, ma il risultato fu abbastanza scarso, in quanto la maggior parte dei risparmiatori decise di lasciare il Paese!

Infatti, se la tassa è applicata solo da alcuni Paesi potrebbe incoraggiare alla fuga di investimenti /capitali verso altri Paesi detassati o con aliquote più favorevoli; per questo essa ha efficacia solo se adottata in maniera uniforme a livello globale.

Tobin tax - In Italia è inserita nella legge di stabilità 2013Anche la Francia dell’ex premier socialista Lionel Jospin ci provò nel 2001, salvo ritirare il provvedimento nel marzo del 2002, a causa del gettito molto al di sotto delle stime. E così fece pure il Belgio nel 2004, per soppiantare la tassa e annunciare la sua reintroduzione solo quando essa avesse trovato applicazione sul piano internazionale. Stessa fine ingloriosa pure in Austria.

Come mai oggi se ne riparla?

Grazie alla procedura di cooperazione rafforzata, possibilità offerta dal Trattato di Lisbona per aggirare i veti, se almeno nove Paesi dell’Unione Europea sono d’accordo possono legiferare insieme!

Ed è ciò che accade oggi, ben 11 paesi dell’U.E. hanno dato il via libero alla tassa, tra cui l’Italia, mentre altri  paesi come Regno Unito, Svezia, oltre Irlanda e l’Olanda restano fuori.

E un’imposta così pensata resta di difficile applicazione.

In Italia, la Tobin tax è inserita nella legge di stabilità 2013, ancora da approvare, e dovrebbe avere un’aliquota pari allo 0,05% ed applicarsi alle compravendite di azioni, derivati e “strumenti finanziari partecipativi”.

Alla fine gli effetti della Tobin Tax graveranno sul piccolo risparmiatore in termini di minori performance dei fondi comuni, pensioni integrative e aumento dei costi mutui variabili.

Arrivati a questo punto  la domanda viene spontanea!

Se solo 11 paesi applicano la tassa, non si correre il rischio di elusione (cioè un’evasione, giuridicamente lecita!!) così come avvenne in Svezia?