Il forte terremoto che ha colpito nei giorni scorsi Umbria, Marche, Lazio e Abruzzo ha messo in ginocchio non solo la popolazione civile, ma anche le tantissime aziende agricole attive su questi territori. 

Secondo i calcoli di Coldiretti sono circa tremila le imprese dell’agroalimentare operative in queste regioni, realtà che danno lavoro a più di 10mila persone. Lo zafferano, il prosciutto di Norcia ed il salame di Visso sono solo alcune delle eccellenze locali da salvare.
latte prezzoI danni alle stalle e le difficili condizioni di vita degli animali rischiano di compromettere irrimediabilmente le produzioni locali, portando le piccole aziende a chiudere la propria attività. In seguito al terremoto dello scorso 24 agosto, ad esempio, la produzione di latte è calata addirittura del 30% e la situazione non può che peggiorare dopo l’ultimo sciame sismico.
Il 50% delle stalle è stato danneggiato; lo stesso discorso vale per le abitazioni degli allevatori che, per non abbandonare il proprio bestiame, hanno deciso di dormire in macchina: andranno, dunque, ricollocati nello stesso sito produttivo sia i capi di bestiame che gli allevatori. Ai danni nelle aziende agricole, si aggiungono anche i crolli delle strade adiacenti che rendono difficile la consegna di materie prime ed altro materiale necessario per l’attività agricola quotidiana.
Per questo motivo, il Ministero delle Politiche Agricole, in accordo con gli assessori regionali delle località coinvolte, ha previsto una serie di misure per aiutare gli agricoltori in difficoltà:

  • passano da 1 a 10 milioni di euro gli stanziamenti per le imprese agricole colpite, con l’obiettivo di ricostruire le strutture danneggiate;
  • stanziati 400 euro per ogni capo di allevamento come aiuto per il mancato reddito di questi e dei prossimi giorni;
  • anticipo dei contributi europei per far fronte ai problemi di liquidità;
  • montaggio di stalle sostitutive e di abitazioni provvisorie per gli allevatori che sarà effettuato già dalla prossima settimana.