Sono 6.745 le startup innovative iscrive nel Registro speciale delle imprese alla fine di dicembre 2016. Unioncamere ha diffuso i dati relativi al quarto trimestre del 2016 evidenziando come il numero di startup innovative sia in crescita di 382 unità rispetto al trimestre precedente (+6% nel confronto con il mese di settembre). 

Continua, dunque, la crescita delle nuove imprese ad alto contenuto innovativo nel nostro Paese grazie soprattutto all’impulso dei giovani. Come evidenzia il rapporto di Unioncamere, infatti, le startup innovative a prevalenza giovanile (under 35) sono 1.538, il 22,80% del totale contro una quota del 7% tra tutte le società di capitali.
La startup innovativa è ormai la forma d’impresa che rappresenta i giovani e la loro voglia di sperimentare soluzioni nuove per rispondere ai bisogni dei cittadini. Lo fanno sia attraverso mezzi di tipo tecnologico che tramite progetti di innovazione sociale.

Ma quanti sono i giovani ed in generale le persone che quando decidono di avviare una startup scelgono la forma cooperativa? Ancora troppo poche. Secondo i startup-cooperative-1dati di Unioncamere, infatti, nel 2016 le startup innovative con formula cooperativa sono solo 127 e rappresentano l’1,89% del totale delle startup iscritte nella sezione speciale del Registro delle imprese.
La regione guida non è la Lombardia come avviene per le altre forme d’impresa (il 22,4% delle startup innovative ha sede in Lombardia ed il 15,4% a Milano), ma le Marche con 23 unità. Seguono l’Emilia Romagna con 15 e la Puglia con 12.
La maggior parte (26) appartengono al settore produzione software e consulenza informatica, mentre 22 a quello di ricerca e sviluppo.
Si tratta in via definitiva di numeri esigui che testimoniano la scarsa conoscenza del modello cooperativo tra chi vuole avviare un’attività d’impresa a contenuto innovativo. Le cooperative vengono percepite come uno strumento perfetto per aiutare soggetti svantaggiati o aggregare produttori agricoli, ma viene sottovalutato il ruolo che possono interpretare sia nell’universo dell’innovazione tecnologica che sociale.

Ci sono, però, due dati moderatamente incoraggianti per il mondo della cooperazione. Il 31,5% delle startup cooperative sono a prevalenza giovanile contro il 22,8% di tutte le startup. I numeri sono ancora migliori se guardiamo alla componente femminile. Le startup innovative con una prevalenza femminile sono 921, il 13,65% del totale; nelle startup cooperative, invece, quelle con una componente prevalente femminile sono il 29%, in percentuale più del doppio rispetto alle altre forme d’impresa.
Nonostante, dunque, i dati assoluti siano deludenti, la forma cooperativa rimane ancora uno strumento di auto-imprenditorialità, soprattutto per le donne e per i giovani, contribuendo a colmare i gap di genere ed inter-generazionali.