Dallo scorso 20 luglio è possibile costituire una startup innovativa compilando un modulo online e applicando ad esso la firma digitale dei membri dell’impresa nascente. 

Dopo un inizio stentato (solo 25 startup innovative costituite con la nuova procedura dopo i primi due mesi) il nuovo metodo adesso sembra decollare. Secondo il rapporto fornito dal Ministero dello Sviluppo Economico, al 31 dicembre 2016 sono 225 le startup innovative che hanno utilizzato la nuova procedura di costituzione, di queste 25 sono ancora in fase di iscrizione mentre 200 sono già ufficialmente costituite.
internet-italiaL’obiettivo della novità normativa, che ha scatenato la protesta dei notai, è diminuire gli adempimenti burocratici per le startup abbattendo tempi e costi. Prima del 20 luglio per aprire una startup era obbligatorio effettuare un atto pubblico dal notaio.
Oggi, invece, basta compilare un modulo online, fermo restando che gli imprenditori possono comunque scegliere di rivolgersi ad un notaio. La procedura online è gratuita e, secondo il Mise, consente di verificare l’identità dei soci attraverso la firma digitale, rispondendo così ai dubbi esposti dal mondo notarile in merito ai controlli delle identità degli imprenditori e alle conseguenti possibili infiltrazioni della criminalità organizzata nelle startup.

Secondo il rapporto del Mise, inoltre, una piccola quota (33 startup) si è affidata alla Camera di commercio della propria provincia per completare la procedura d’iscrizione, mentre 167 hanno provveduto in maniera autonoma. Per quanto riguarda, invece, la distribuzione territoriale, la prima regione per numero di startup innovative costituite con la nuova modalità è la Lombardia con 48, il 26% del totale. In seconda posizione c’è il Veneto con 22 (il 12%) e in terza la Sicilia con 15 (8,3%).
Il 78,9% delle startup costituite con la nuova modalità opera nel campo dei servizi alle imprese, di queste la metà si occupa di “produzione di software e consulenza informatica”. Il 18%, invece, è attivo nel settore manifatturiero e meno del 3% rientra nella categoria “commercio”.