Il Ministero dell’Interno ha pubblicato la graduatoria degli enti locali ammessi al finanziamento nell’ambito del Sistema di protezione di richiedenti asilo e rifugiati (Sprar) per il triennio 2017-2019. 

Lo Sprar è una forma di accoglienza integrata rivolta ai richiedenti protezione internazionale, rifugiati, titolari di protezione umanitaria e minori non accompagnati. Possono accedere ai finanziamenti del Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo (Fnpsa) tutti gli enti locali (i comuni, le province, le città metropolitane, le comunità montane, le comunità isolane e le unioni di comuni) presentando un progetto di integrazione dei migranti che coinvolga le associazioni, le cooperative, le organizzazioni non profit e i gruppi informali attivi sul territorio.
Lo Sprar viene considerato da molti come un modello da incentivare in quanto lontano dalle logiche emergenziali e dalla “filosofia dei grandi numeri” dei centri di accoglienza temporanei (principi che anche noi rifuggiamo). I progetti facenti parte del sistema Sprar offrono, infatti, ai migranti percorsi personalizzati di integrazione e di avviamento al lavoro.

Lo scorso 10 agosto il Governo ha pubblicato in Gazzetta ufficiale un decreto che modifica le modalità di funzionamento del Sistema di protezione di richiedenti terzo-settore-renziasilo e rifugiati (qui trovate il Vadevecum) ponendosi come obiettivo la “diffusione in tutti i Comuni italiani del modello SPRAR, superando l’attuale sistema di accoglienza duale (strutture temporanee, da una parte, SPRAR dall’altra)“.
Viene introdotto il sistema delle liste sempre aperte: non ci saranno più vincoli temporali, ma l’ammissione al finanziamento degli enti locali sarà vincolata solamente alla disponibilità delle risorse.
Il Ministero dell’Interno pubblicherà una graduatoria dei progetti ammessi o ri-finanziati ogni sei mesi; i progetti rimasti fuori per esaurimento delle risorse avranno diritto ad essere ammessi nel semestre successivo. Gli enti già titolari di una progettualità SPRAR, invece, potranno presentare domanda di prosecuzione nei sei mesi precedenti alla scadenza del finanziamento che ha durata triennale.
Il Ministero ha deciso infine di aumentare la quota di copertura finanziaria dei progetti: siamo passati infatti dall’80% al 95%.

Il nuovo decreto pubblicato ieri dall’Interno ammette al finanziamento 29 enti locali per un totale di posti per 969 persone, ripartiti nelle seguenti categorie: 890 sono posti “ordinari”, 43 per persone con disagio mentale o disabilità, 36 per minori non accompagnati. Nel decreto troviamo anche l’elenco degli enti locali che hanno ricevuto il benestare per un ampliamento delle risorse da finanziare. Si tratta dell’Unione Montana dei Comuni del Mugello, dei Comuni di Cuneo, Fossano, Savigliano, Bra, Alba, del Comune di Chiusano d’Asti e del comune di Macerata.