Monti, Hollande e Merkel - Vertice sorveglianza bancaria eurozonaAncora un Consiglio Europeo dove Angela Merkel è stata costretta a rivedere le proprie ragioni e a ricercare il necessario dialogo con gli altri partner per un accordo non più rinviabile.

Dopo aver “digerito” a fatica il provvedimento “salva-Stati”, c’è voluta una sentenza dell’Alta Corte tedesca per ratificarne la legittimità (Fondo salva-stati: c’è l’ok dell’Alta Corte tedesca), la Cancelliera Federale si è presentata all’appuntamento europeo con l’obiettivo di procrastinare i tempi per l’istituzione del nuovo supervisore bancario unico (Ssm), affiancato/interno alla Bce, e di assicurarne la piena operatività prima di passare alle fasi successive dell’unione bancaria e alla ricapitalizzazione “diretta” degli istituti in crisi (sulla base di quanto determinato nel mese di Giugno).

La contrapposizione è nata con il leader francese Hollande, appoggiato da Italia e Spagna, decisamente orientati a mettere subito in atto le scelte prese nel precedente Consiglio Europeo.

Dieci ore di discussione, fino alle tre del mattino di oggi, per raggiungere un risultato di compromesso ma che, di fatto, da operatività agli accordi di Giugno: i legislatori della Comunità Europea proseguiranno il loro lavoro sulle proposte per il meccanismo unico di sorveglianza bancaria con l’obiettivo di trovare un accordo entro il primo gennaio 2013 per renderlo quindi operativo nel corso dello stesso anno, e non più da subito come spingeva la triade italo-franco-spagnola.

In buona sostanza, la Banca Centrale Europea si avvarrà di questo nuovo istituto di sorveglianza nel corso del prossimo anno e, nello spazio di due/tre mesi, a detta del suo presidente, Mario Draghi, si renderà operativo il nuovo sistema: non più sulla base di un calendario fissato dal legislatore ma comunque, gradualmente, entro il 1° gennaio 2014.

Entro quella data tutte le banche dell’area euro, si parla di 6000 istituti (anche in questo caso i dissidi con la Merkel hanno trovato un compromesso accettabile), avranno l’occhio vigile del supervisore unico così da spezzare quel legame con i governi locali (dei singoli Stati): un passetto più in là verso un’unità economica reale che anticipi, speriamo di poco, quella politica.