Riforma Pubblica Amministrazione: il quadro riassuntivo delle principali novità

Il Senato ha approvato nella giornata di ieri la riforma della Pubblica Amministrazione. Sono tante le novità introdotte dalla legge delega che dovranno trovare attuate attraverso l’emanazione di più di quindici decreti delegati.

bilancioL’intento della riforma è di insistere sulla strada della maggiore efficienza, razionalizzazione e trasparenza della pubblica amministrazione. La P.A. si avvicina sempre di più al modello aziendale, come dimostra la normativa sui dirigenti, anch’essi sottoposti a controllo con possibilità di essere licenziati.
Ma vediamo quali sono i criteri che hanno guidato la legge delega:

  • Digitalizzazione: dopo l’avvento della fattura digitale e l’istituzione dei digital champions, il Governo insiste sulla strada della digitalizzazione della P.A.
    La scelta di dedicare il primo articolo della riforma alla “carta della cittadinanza digitale” è esemplificativa della volontà di insistere sul tema.
    Ogni amministrazione dovrà assicurare un livello minimo di servizi digitali: cittadini ed imprese potranno accedere online alle comunicazioni d’interesse ed in generale ad un vasto numero di atti della pubblica amministrazione.
    In questo modo vengono implementati i principi di trasparenza, partecipazione e semplificazione dell’attività amministrativa. Il cittadino potrà svolgere direttamente da casa una serie di pratiche burocratiche che allo stato attuale comportano lunghe ore di attesa davanti agli uffici pubblici.
    Spetterà ad un dirigente ad hoc, il “manager della transizione digitale”, assicurarsi del corretto sviluppo della carta della cittadinanza digitale.
  • Razionalizzazione: la spending review colpisce ancora una volta numerosi enti pubblici. In primis la Forestale che verrà accorpata ai Carabinieri e, esclusivamente per la sezione sulla gestione degli incendi, ai Vigili del Fuoco.
    Viene ridotto, inoltre, il numero delle partecipate, delle prefetture e delle camere di commercio, queste ultime passano da 105 a 60.
    Ci sarà, infine, un numero unico per le emergenze che sarà il 112; eliminati il 113, 115 e 118.
  • Concorsi pubblici: per entrare all’interno della P.A. sarà sempre necessario superare un concorso pubblico, ma è stato eliminato il voto minimo di laurea per potervi partecipare. Viene ampliata così la platea di candidati che può accedere alla pubblica amministrazione.
  • Responsabilità dirigenza: il modello aziendale viene esteso pure alla dirigenza pubblica.
    Anche i dirigenti, infatti, saranno sottoposti a valutazioni e potranno ricevere degli incentivi economici qualora dovessero dimostrare di avere un rendimento elevato.
    La valutazione negativa può portare anche al licenziamento oppure al demansionamento. Il dirigente, infatti, può decidere di non perdere il posto di lavoro accettando di essere demansionato.
    La riforma introduce la revoca e il divieto di incarico in settori a rischio corruzione per quei dirigenti che hanno ricevuto una condanna, anche non definitiva, per danni all’erario pubblico.
    In generale, a prescindere dalla mansione svolta, viene introdotto l’obbligo di portare a termine i procedimenti disciplinari anche quando questi ultimi dovessero causare un licenziamento.

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