Non ci sarà alcuna riforma costituzionale. Il referendum ha fornito il suo verdetto: netta vittoria del No con il 59% dei voti. Con la sconfitta del Sì si conclude una lunga campagna referendaria e con essa finisce anche l’esperienza di governo del premier Matteo Renzi, dimessosi nella notte pochi minuti dopo le prime proiezioni. 

Un governo, quello dell’ex sindaco di Firenze, fin dall’inizio estremamente polarizzante e culminato con una discussione sulla riforma costituzionale che ha visto toni da stadio e contenuti mediocri da entrambe le parti, uno spettacolo poco edificante per la legge fondamentale dello Stato e per la politica tutta.
Il referendum si porta con sé l’elevata mobilitazione degli elettori, con un’affluenza alle urne del 68%. Numeri da elezioni politiche per una consultazione dai forti contorni e significati politici. L’esito di un referendum così polarizzante non poteva che portare ad un rafforzamento del vincitore e soprattutto alla decomposizione dello sconfitto.
Le dimissioni di Renzi sono sembrate dunque un passo inevitabile che apre diversi scenari, sia nel breve che soprattutto nel medio periodo. Nei prossimi giorni ci renzi-defsarà da approvare la Legge di Stabilità, ferma al Senato con l’esecutivo che aveva promesso alcune modifiche rilevanti, una su tutte quella sulla diminuzione del numero di slot machine.

Oggi stesso il premier dimissionario rimetterà il suo incarico nelle mani del Presidente della Repubblica che sarà chiamato a verificare se esista una maggioranza parlamentare disponibile a sostenere un nuovo governo.
Al momento il Partito Democratico possiede la maggioranza dei parlamentari alla Camera, mentre al Senato può contare sull’apporto di Area Popolare. Mattarella potrebbe decidere dunque di affidare l’incarico alla stessa maggioranza che ha sostenuto il governo Renzi, scegliendo il presidente del Consiglio tra uno dei ministri dell’attuale esecutivo.
In tal caso il favorito per ottenere la carica di premier sembra essere l’attuale Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan. Più defilati il Ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, e il ministro della Cultura Dario Franceschini.

L’altra ipotesi in ballo è quella “istituzionale”, con l’attuale presidente del Senato, Piero Grasso, a capo del Governo. L’obiettivo di un ipotetico esecutivo Grasso sarebbe quello di approvare una nuova legge elettorale: ricordiamo che al momento il Porcellum è valido solo per la Camera, mentre al Senato si voterebbe con il cosiddetto Consultellum, ovvero un sistema proporzionale puro nato dopo che la Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale sia il premio di maggioranza che le liste bloccate del Porcellum.
Difficile stabilire se le forze parlamentari riusciranno a modificare la legge elettorale. Al momento, infatti, due dei principali attori politici del fronte del No, ovvero il Movimento 5 Stelle e la Lega, hanno chiaramente detto di volere subito delle nuove elezioni.
Questa sembra la terza ipotesi più plausibile, con le nuove consultazioni che potrebbero svolgersi già in primavera.

Una sconfitta, quella del fronte del sì, che riguarda anche buona parte del mondo delle cooperative e del non profit che avevano espresso parere favorevole al processo di riforma costituzionale. L’esperienza del Governo Renzi ha portato diverse novità per l’ecosistema dell’impresa sociale, in primis sicuramente la riforma del Terzo Settoreun provvedimento che ha rotto la tradizionale dicotomia tra profit e non profit, abbracciando modelli imprenditoriali misti. C’è da capire in merito che ne sarà dell’approvazione dei decreti attuativi (l’incarico è stato affidato al sottosegretario Bobba), fondamentali per valutare il possibile impatto della riforma.
Uno dei maggiori risultati dell’esecutivo dimissionario è poi la Legge sul Dopo di Noi, che assicura ai disabili l’autodeterminazione del proprio futuro dopo la morte dei genitori.
Per quanto riguarda, invece, l’agroalimentare e le tante cooperative attive nel settore agricolo, una delle leggi più rilevanti è la norma di contrasto al caporalato che intende, nelle intenzioni del Governo, prevenire il fenomeno attraverso il rafforzamento delle sanzioni e l’introduzione del principio della co-responsabilità tra l’intermediario (caporale) e l’imprenditore agricolo che utilizza la manodopera fornita dal caporale.