“Meglio tardi che mai” potremmo dire. La finanza etica entra finalmente nella Legge di Stabilità italiana attraverso un emendamento approvato nei giorni scorsi. 

Le banche che investiranno in progetti etici riceveranno delle detassazioni sugli utili reinvestiti, a patto che questi ultimi vengano dirottati in progetti di rilevanza sociale. Si tratta di un importante passo in avanti per il mondo del non profit e delle imprese sociali che troppo spesso trova difficoltà nell’accesso al credito.
credito-d'imposta-mezzogiornoSovente gli istituti bancari optano per investimenti di tipo speculativo piuttosto che scegliere finanziamenti ad alto impatto sociale. La finanza capitalista ha mostrato però tutti i suoi limiti e la crisi di alcuni grandi gruppi bancari italiani lo dimostra.
Occorre riformare l’intero sistema ed inserire elementi di sostenibilità per rendere le banche degli strumenti finanziari al servizio delle imprese, delle persone e dei territori e non solo dei guadagni.

Lo schema legislativo della finanziaria prevede delle agevolazioni per quelle banche che investono nelle organizzazioni di volontariato, nelle Ong e nelle cooperative sociali, ovvero quegli enti che offrono nuove opportunità di welfare e danno lavoro ai soggetti svantaggiati. Un’attività, quest’ultima, lasciata quasi totalmente nelle mani delle cooperative di tipo B, ma in grado di aumentare in maniera esponenziale il livello di inclusione sociale.
Ovviamente vigerà il principio della trasparenza nella scelte degli enti non profit che potranno beneficiare degli investimenti delle banche. Ciascuna organizzazione non profit, infatti, sarà controllata per verificare l’effettivo perseguimento di obiettivi ad impatto sociale.

La Legge di Stabilità modificare anche la normativa sull’equity crowdfunding. Viene estesa, nello specifico, la possibilità di raccogliere capitale attraverso portali online a tutte le PMI. Nel precedente quadro legislativo l’ordinamento italiano limitava la raccolta online alle startup e alle PMI innovative.
Secondo molti addetti ai lavori l’Italia, insieme alla Gran Bretagna, possiede la normativa più avanzata in tema di equity crowdfunding, poiché rende abbastanza agevole per gli investitori fornire alle imprese le risorse necessarie per realizzare il loro progetto. Anche la modifica del regolamento Consob  aveva agito in questa direzione riducendo i costi di raccolta ed ampliando il numero di soggetti che può finanziare le iniziative.