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Puglia: legge regionale sulle cooperative di comunità

 

Abbiamo già visto che cosa sono le cooperative di comunità e qual è il loro scopo. Nel perdurare dell’assenza di una specifica legislazione nazionale, alcune realtà regionali hanno adottato una normativa ad hoc, spinte dalla necessità di governare un fenomeno sempre più diffuso sui propri territori, anche allo scopo di un riconoscimento finalizzato alla concessione di agevolazioni e/o finanziamenti regionali.

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E’ il caso della Regione Puglia che, forte di diverse realtà d’eccellenza (ad esempio la cooperativa di comunità di Melpignano) ha approvato la L.R. 23/14, rubricata “Disciplina delle Cooperative di comunità”. Le legge definisce i criteri e i requisiti per il riconoscimento della qualifica di “cooperative di comunità” alle società cooperative che rispettino i requisiti stabiliti dal Codice civile, e che valorizzando le competenze della popolazione residente, delle tradizioni culturali e delle risorse territoriali, perseguono lo scopo di soddisfare i bisogni della comunità locale, migliorandone la qualità, sociale ed economica, della vita, attraverso lo sviluppo di attività economiche eco‐sostenibili finalizzate alla produzione di beni e servizi, al recupero di beni ambientali e monumentali, alla creazione di offerta di lavoro e alla generazione, in loco, di capitale sociale.

A tal fine lo scopo mutualistico può essere il più vario (cooperative di produzione e lavoro, di utenza, di supporto, sociali o miste), con la peculiarità che i soci possono essere non solo persone fisiche o giuridiche, ma anche associazioni e fondazioni senza scopo di lucro che abbiano la residenza o la sede legale nella comunità di riferimento della cooperativa, nonché – ed ecco la rilevante novità – enti pubblici, a partire dagli enti locali in cui opera la cooperativa di comunità. Gli enti locali, in tal modo, potranno discostarsi dalla prassi in base alla quale si esternalizzano alcuni servizi socialmente rilevanti, per diventare veri e propri promotori di cooperative di comunità per lo svolgimento di compiti istituzionali.

Vi è anche una definizione della comunità di riferimento, così come una stringente quantificazione percentuale del numero dei soci rispetto alla popolazione residente; è inoltre prevista l’istituzione di un Albo regionale delle cooperative di comunità per il riconoscimento della relativa qualifica, che consente di poter partecipare agli interventi economici regionali, ovvero finanziamenti agevolati, contributi in conto capitale e  contributi in conto occupazione.

Infine un richiamo ad apposite convenzioni finalizzate a disciplinare i rapporti tra le cooperative di comunità e le stesse amministrazioni pubbliche operanti nell’ambito regionale, in modo da agevolare la partecipazione della cooperazione di comunità all’esercizio della funzione pubblica

 

 

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