È stato pubblicato, oggi, in Gazzetta Ufficiale il decreto sul servizio civile universale. Sono diverse le novità introdotte dal nuovo istituto che, nell’intento dell’esecutivo, dovrebbe portare ad un ampliamento della platea dei giovani che effettuano attività di volontariato. 

L’articolo 3 stabilisce gli ambiti di intervento del nuovo servizio civile:

  • assistenza
  • protezione civile
  • patrimonio ambientale e riqualificazione urbana
  • patrimonio storico, artistico e culturale
  • educazione e promozione culturale e allo sport
  • agricoltura in zona di montagna, agricoltura sociale e biodiversità
  • promozione della pace tra i popoli, della non violenza e della difesa non armata; promozione e tutela dei diritti umani; cooperazione allo sviluppo; promozione della cultura italiana all’estero e sostegno della comunità degli italiani all’estero.

Una delle novità del provvedimento riguarda la ripartizione delle competenze ed il tipo di programmazione. Dovrà essere effettuato un Piano sharing-economy-italiatriennale modulato ogni anno attraverso il quale saranno stabiliti gli obiettivi e gli indirizzi generale del servizio civile, individuando le aree di intervento a seconda delle necessità.
Sarà compito della Presidenza del Consiglio dei Ministri, sentita le amministrazioni competenti e le Regioni, predisporre il suddetto Piano. Lo Stato, oltre a svolgere attività di programmazione, dovrà anche provvedere all’organizzazione e all’attuazione dei servizio civile, nonché a realizzare l’accreditamento degli enti e ad effettuare i relativi controlli.

Gli articoli 7, 8 e 9 stabiliscono poi le funzioni degli altri soggetti del servizio civile, ovvero le Regioni e le Province autonome, gli enti di servizio civile e gli operatori volontari.
L’articolo 10 istituisce la Consulta nazionale per il servizio civile universale che sarà composta da non più di 15 membri, di cui sette scelti tra gli enti iscritti all’Albo e tra le reti degli enti maggiormente rappresentativi degli ambiti di intervento del servizio civile; due saranno scelti dal coordinamento degli enti; quattro dalla Rappresentanza nazionale; uno designato dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e uno dall’Associazione Nazionale Comuni Italiani.
La Consulta sarà un organo di consultazione, riferimento e confronto sulle questioni inerenti il servizio civile.

Per quanto riguarda la realizzazione del servizio civile, c’è la possibilità di effettuarlo sia in Italia che all’estero. Il numero di volontari, specifica il decreto, non dipenderà dal numero di domande ricevute, ma dalla risorse assegnate annualmente al Fondo nazionale per il Servizio Civile.
Possono partecipare tutti i giovani italiani e stranieri regolarmente soggiornanti in Italia di età compresa tra i 18 ed i 28 anni.
L’articolo 16 conferma che il servizio civile non è assimilabile ad una forma di lavoro subordinata e non comporta la cancellazione e la sospensione dalle liste di collocamento.
Per quanto riguarda, infine, la durata, quest’ultima può andare da minimo 8 mesi fino a massimo 12 mesi.