Le piccole e medie imprese italiane presentano gravi deficit in materia di digitale. In base ad un’indagine svolta dalla Cna su un totale di 3.056 aziende, il 12% delle Pmi nostrane non possiede nemmeno un computer ed il 23% non ha un portatile.

Sono numeri abbastanza preoccupanti che testimoniano l’arretratezza del nostro paese in merito all’economia Jobs act via i Co.co.pro e modifiche alle Partite Ivadigitale. Le ragioni di questa carenza non deriva dall’ignoranza sull’importanza di questi strumenti per l’attività dell’azienda, ma soprattutto da ragioni di tipo economico.
L’acquisto di computer e smartphone, la formazione digitale dei propri dipendenti ed la gestione del sito web dell’azienda, affidata ad un consulente esterno, comporta costi importanti per un’impresa, difficile da sostenere in periodo di crisi.
Sono, però, questo tipo di ritardi strutturali che rendono meno competitive le nostre aziende sul mercato internazionale. Ma vediamo alcuni dati.

Lo studio della Cna prende in considerazione, come detto, 3.056 aziende; di queste il 52,9% fa parte del settore industriale (manifattura, edilizia, costruzioni ed impiantistica), mentre il 43% opera nel settore dei servizi ed il 4,1% in quello dei trasporti.
Tra le imprese analizzate l’85,3% ha meno di 10 addetti. È proprio all’interno di questa categoria che troviamo le elaborazioni più preoccupanti.
Secondo i dati della Cna, infatti, il 12% delle piccole imprese non possiede un computer, il 23% non ha un portatile  e più del 50% non ha un tablet.
Non tutti, inoltre, hanno un sito web. Il 97,7% delle imprese con più di 20 dipendenti dispone di un portale dedicato all’attività dell’azienda, ma questo numero scende in maniera importante di pari passo con la diminuzione del numero di addetti.
Solo il 60,8% delle aziende con meno di 10 dipendenti, infatti, ha un proprio sito web contro l’86,7% di quelle che possiedono da 10 a 20 addetti.
Il problema, dunque, riguarda soprattutto le piccole realtà industriali che non riescono a sostenere i costi della digitalizzazione. Solo il 16% di esse, ad esempio, ha fatto seguire dei corsi di aggiornamento Ict al proprio personale. L’avanzare della tecnologia potrebbe portare queste aziende lentamente a chiudere i battenti o ad essere costrette ad aggregarsi, come è già successo a molte cooperative.