Piano Investimenti Ue: 315 miliardi per infrastrutture, innovazione e Pmi

Il Piano Investimenti Ue, elaborato dalla Commissione Europea, prevede lo stanziamento di 315 miliardi di euro nei prossimi tre anni per aumentare il livello di crescita dei paesi membri dell’Unione Europea.
È in corso in queste ore un incontro a Roma, presso lo Spazio Europa, per spiegare il funzionamento del piano messo a punto da Junkcker che prevede, tra gli altri, la partecipazione anche dell’Italia attraverso Cassa Depositi e Prestiti con un finanziamento di 8 miliardi di euro.

Il Piano stabilisce l’istituzione di un Fondo Europeo per gli Investimenti strategici con l’obiettivo di finanziare le riforme strutturali dei paesi membri, ripristinare piano investimenti europagli equilibri di bilancio a loro interno, investire per una crescita duratura e sostenere le Pmi innovative.
Per raggiungere questo obiettivo vengono individuati alcuni settori chiave per il rilancio dell’economia europea come il digitale, le energie rinnovabili, la scuola, l’ambiente, l’innovazione, l’energia.
Senza il contributo pubblico, sostiene la Commissione, è difficile rimuovere gli ostacoli alla crescita di questi settori.
Si può tornare così, ad esempio, a parlare di Digital Single Market o di Energy Union, ovvero traguardi ambiziosi per completare il processo di unione politica ed economica dell’Europa.
Nel corso dell’evento di presentazione del piano è intervenuto Bernando Bini Smaghi, responsabile Business Development Cassa Depositi e Prestiti.
La società per azioni a controllo pubblico crede molto nella politica di sviluppo adottata da Juncker. Secondo Bini Smaghi, infatti, il Piano Investimenti non è un semplice finanziamento a fondo perduto, ma un acceleratore per investimenti innovativi, uno strumento che consentirà di incrementare il livello di occupazione.
In base alla previsioni della Commissione, gli investimenti programmati potrebbero portare ad una crescita dell’occupazione di 1-1,5 milioni di unità.
In vista, dunque, dei nuovi Por 2014-2020 ciascuna regione, soprattutto quelle meridionali, dovrà essere brava a cogliere l’apertura verso la crescita e l’innovazione fornita dal nuovo presidente della Commissione Jean Claude Juncker. 

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