Tracciabilità del prodotto e tutela contro le truffe alimentari del comparto olivicolo.
Sono questi gli obiettivi del progetto di Cia-agricoltori italiani, Cno-consorzio nazionale degli olivicoltori e Istituto poligrafico e zecca dello Stato, presentato ieri dai presidenti di Cia Dino Scanavino e Cno Gennaro Sicolo e dall’amministratore delegato del poligrafico e zecca dello stato Paolo Aielli.

Tra gli aspetti più interessanti dell’iniziativa c’è la creazione di un contrassegno, coniato dall’Istituto poligrafico e zecca dello Stato, da applicare sulle bottiglie di olio extra vergine d’oliva italiano per certificarne la provenienza e la qualità.
olio italiaNegli ultimi mesi le autorità giudiziarie hannoindividuato numerose frodi ai danni dei consumatori. Una delle più eclatanti ha interessato sette note case produttrici, le quali avrebbero venduto olio vergine per olio extravergine.
Vicende di questo tipo rappresentano un danno d’immagine enorme per l’intero settore olivicolo, alle prese anche con numerosi problemi di natura fitosanitaria come il virus Xylella e la mosca olearia.
Cia in collaborazione con il Cno-consorzio nazionale degli olivicoltori ha deciso, dunque, di proporre uno specifico programma che possa tutelare i produttori italiani dall’invasione di olio proveniente dall’estero, oltre a garantire i consumatori difronte alle truffe alimentari. L’amministratore delegato dell’Istituto poligrafico e zecca dello Stato Paolo Aielli ha spiegato come si articola il progetto: “Il sistema si basa su tre pilastri: stampa di sicurezza, o contrassegno, per il riconoscimento del prodotto a tutela dalla contraffazione; tracciabilità mediante sistema informativo per fornire informazioni sui canali di distribuzione dei prodotti contrassegnati; rintracciabilità attraverso numerazione univoca presente sui contrassegni che, unita al codice di controllo, consente di conservare traccia della storia del prodotto etichettato”. 

 

 

 

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