Legge di Stabilità e Jobs Act, due provvedimenti legati tra di loro con un unico obiettivo: creare nuovi posti di lavoro a tempo indeterminato.
Le prime indicazioni a tal proposito sembrano essere incoraggianti. A fornircele è il presidente dell’Inps, Tito Boeri, in occasione di una conferenza stampa indetta per annunciare l’accordo tra Inps, Confindustria e sindacati in merito all’elaborazione e alla diffusione dei dati sulla rappresentanza sindacale.

caschetto lavoroL’incontro con le parti sociali è stata un’occasione per parlare anche di lavoro e delle nuove opportunità fiscali e giuridiche offerte dal Governo. A tal proposito Boeri rilascia dichiarazioni molto importanti: “Nei primi 20 giorni di febbraio sono 76 mila le richieste arrivate dalle imprese per accedere alla decontribuzione per assunzione a tempo indeterminato”.
Numeri che secondo il vertice dell’istituto previdenziale potrebbero crescere ulteriormente. A fine mese verranno comunicati i dati definitivi e quel punto saremo in grado di valutare con più precisione i primi effetti del Jobs Act.

L’istituzione del nuovo contratto a tutele crescenti, unita agli sgravi fiscali e contributivi per chi assume nuovi dipendenti con contratti a tempo indeterminato, rende più attrattivo per un’impresa utilizzare forme contrattuali a tempo indeterminato.
Le aziende sopporteranno costi fiscali inferiori e potranno sciogliere il rapporto lavorativo con più facilità. Il nuovo articolo 18, infatti, rende più flessibile il rapporto di lavoro sia in entrata che in uscita, mettendo il datore di lavoro al riparo di fronte a possibili ricorsi al giudice.
L’obbligo di reintegro sul posto del lavoro viene confinato a poche fattispecie di licenziamento disciplinare e a quello discriminatorio. Un eventuale indennizzo economico da corrispondere al lavoratore licenziato illegittimamente graverebbe di meno sulle casse dell’azienda.
In questo modo si spiegano i dati riportati da Boeri: che sia il momento giusto per ridimensionare le forme contrattuali a termine?
Sul punto ci sentiamo di restare molto cauti. Solo dopo il varo di tutti i decreti attuativi del Jobs Act potremo stabilire se effettivamente il nuovo contratto a tutele crescenti sancirà il definitivo superamento delle decine tipologie contrattuali a tempo determinato.