Calo della spesa - Agosto 2012I dati sono di Confcommercio. Tuttavia, e non per banalizzare, di questi tempi, dovendo analizzare i consumi degli italiani, un’associazione vale l’altra. La sostanza, purtroppo, non cambia: siamo in picchiata e ci resteremo, ancora per un bel po’.

L’associazione dei commercianti comunica che nel mese di agosto i consumi sono diminuiti del 2,7% in quantità (-0,7% in valore) rispetto allo stesso mese del 2011 sebbene, lieve e “insignificante” variazione, siamo cresciuti dello 0,2% rispetto a luglio.

Un “recupero” ininfluente rispetto al trend negativo in atto ormai da almeno due anni a questa parte. Le famiglie sono senza denaro, almeno la maggioranza, e fanno sempre più fatica a mantenere tenori di vita “conquistati” a fatica nel corso del tempo. Ciò, tuttavia, non senza contraddizioni poiché sono davanti agli occhi di tutti le fila di tante persone, giovani in particolare, quelli più colpiti dalla crisi, per l’acquisto dell’ultimo IPhone 5 (valore minimo d’acquisto 749 euro).

Ritornando ai dati, fatta la sola eccezione (guarda un po’) per i consumi di beni e servizi per le comunicazioni (+3,1%), nel mese di agosto c’è stato, l’ulteriore, tracollo del comparto mobilità, auto in testa, con un -12,4% tendenziale. Idem per il settore abbigliamento e calzature (-4,3%), alberghi, pasti e consumazioni fuori casa (-2,4% eppure eravamo in piena stagione estiva), per beni e servizi ricreativi (-3,4%), bevande, tabacchi e, dato preoccupante, per alimentari (-3,9%) chiaro segnale della crisi che attanaglia molte famiglie.

Complessivamente, l’indicatore di Confcommercio, segnala una riduzione dei consumi di servizi in misura dell’1,4% e del 3,3% per quelli dei beni.

Insomma, non c’è da stare allegri e sperando in una politica più attenta alle politiche occupazionali, dirette o indirette, non è difficile ipotizzare trend negativi anche per il passato mese di settembre, per quello di ottobre appena iniziato, e per gli altri a venire.

Fino a quando?