Il Consiglio dei Ministri ha approvato nel tardo pomeriggio di ieri il Documento di Economia e Finanza (Def), il Programma Nazionale delle Riforme e la cosiddetta “manovrina” correttiva da 3,4 miliardi di euro, richiesta dall’Unione europea per evitare che l’Italia incorra in una procedura d’infrazione per il mancato rispetto dei parametri Ue sui conti pubblici. 

Nel Def sono contenute, innanzitutto, le stime di crescita dell’Italia. Vengono riviste al rialzo le stime del Pil, portate dal da 1% al 1,1%. Più caute, invece, le previsioni per il 2018 ed il 2019: il Governo stima una crescita dell’1% per entrambi gli anni. Il Ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ha parlato invece di una crescita più sostenuta per il 2020.
Oltre alle precisazioni sugli indicatori economici, nel Documento di Economia e Finanza c’è spazio anche per la misura di contrasto alla povertà e per una serie di azioni sul welfare che dovrebbero – quantomeno nelle intenzioni dell’esecutivo – migliorare le prestazioni assistenziali.
Viene confermato il Reddito di inclusione attiva (Rei), lo strumento di lotta alla povertà che è stato approvato nei mesi scorsi dal Parlamento attraverso una legge delega e che dovrà essere regolamentato nel dettaglio dal Governo.
Per attuare questa misura l’esecutivo ha stanziato 2 miliardi euro solo per il 2017. L’Alleanza contro la povertà ha però calcolato che saranno necessari più di 7,5 miliardi di euro per aiutare tutti gli italiani che si trovano in stato di povertà assoluta.

popolazione-europaAl momento, come riporta l’Istat, sono 4 milioni e 598mila i soggetti che non dispongono di un reddito sufficiente per acquistare cibo, vestiti, pagare le bollette ed usufruire dei servizi base.
L’Italia è al momento l’unico paese europeo, insieme alla Grecia, a non possedere nel proprio ordinamento una misura universale di sostegno contro la povertà.
Il Rei dovrebbe colmare questa lacuna. Si tratta di un assegno da 480 euro al mese per le famiglie povere con minori a carico.
L’intento del Governo, però, è di estendere gradualmente lo strumento fino a renderlo universale per tutti gli individui che vivono in condizioni di povertà.
L’assegno mensile dovrà essere accompagnanto da un percorso di inserimento lavorativo, pena l’esclusione dal sussidio.

Nel Def c’è spazio, infine, anche per il welfare. Sono previsti, ad esempio, altri interventi per incentivare il welfare aziendale e la contrattazione di secondo livello; ci sarà pure un rafforzamento delle politiche attive con piani specifici per migliorare le competenze di chi non ha un lavoro e verranno introdotte delle misure di sostegno per il welfare familiare.
Verrà effettuato, inoltre, un riordino delle prestazioni in materia di servizi sociali in modo da garantire una maggiore uniformità dei servizi su tutto il territorio nazionale.
Per la prima volta, infine, viene inserito nel Def il Bes, l’indice del Benessere equo e sostenibile. Si tratta di un indicatore che misura il benessere di un Paese attraverso parametri non strettamente economici come l’ambiente e la qualità dei servizi sociali.
Siamo ancora lontani dal vedere uno strumento come il Bes sullo stesso livello del Pil nelle analisi sulla ricchezza di una nazione europea, ma il fatto di dare spazio ad indicatori di questo tipo in un documento come il Def è sicuramente un passo importante verso un cambiamento del modo di intendere l’economia e di misurare la felicità di un popolo.