In tempo di spending review anche le famiglie procedono a tagli sulla spesa accostandosi alle oramai imminenti festività natalizie in modo più sobrio: un po’ per necessità, un po’ per scelta.

In ogni caso, rispetto al 2011, circa 2 miliardi di euro in meno, vale a dire una cifra complessiva pari a 36,8 miliardi, il 3% in meno rispetto allo scorso anno, distribuita nel seguente modo: il 26% spenderà almeno il 50% in meno; il 20% tUn Natale sotto la stella del risparmiora il 30 e il 50% in meno; il 22% fino al 30% in meno; il 30 % come nel 2011 e solo un 2% si concederà qualche eccesso in più.

I dati sono di Confesercenti, che ha stimato un abbattimento della voce acquisti natalizi, e regali in particolare, per quasi sette milioni di italiani che in buona sostanza colpiscono i settori da sempre al top durante queste feste. Scenderanno così gli acquisti su giocattoli (dal 49% del 2011 al 45% di quest’anno) e gioielli (dal 10% al 7%), resteranno stabili quelli sui prodotti alimentari e vini (infondo ad una buona cena non rinuncia “quasi” nessuno) e sull’hi-tech (un solo punto in meno) mentre, in controtendenza, l’acquisto di libri che passano dal 51% al 55%.

Allo shopping reale, prediletto dal 73% dei consumatori, e pressoché stabile, fa riscontro un 17% di shopping on line che in un solo anno segna un + 6%, leggibile non solo come moda ma, soprattutto, come possibilità di maggiori risparmi.

Di più proprio non si può. Questo scorcio d’anno tra vecchie e nuove imposizioni, mutui, Imu, debiti vari, le tredicesime (là dove verranno corrisposte e comunque ridotte rispetto al passato) serviranno a ciò e per ripristinare il risparmio eroso a causa della crisi. Da ciò, il dato sulla contrazione dei regali per circa 700 milioni in meno.

Insomma, un Natale sotto la stella del risparmio augurandoci che sia una stella fortunata in almeno due direzioni: quella della consapevolezza di aver vissuto per troppo tempo oltre ciò che era consentito, quella di una nuova coscienza che vorrebbe tutti più sobri imparando a vivere in maniera più essenziale e attenta ai bisogni di tutti: magari imparando da subito a non sprecare cibo, nei giorni di festa in particolare.

In Italia ne buttiamo in pattumiera più di 10 milioni di tonnellate l’anno. Ecco, speriamo di apprendere dai nostri errori quotidiani.