Il presidente emerito della Repubblica, Giorgio Napolitano, è stato tra gli ospiti della Biennale dell’economia cooperativa, l’evento organizzato da Legacoop per festeggiare i 130 anni dell’organizzazione di rappresentanza delle cooperative. 

Napolitano è stato da sempre vicino ai valori e all’attività delle coop; la moglie Clio ha lavorato per molti anni nell’ufficio legislativo di Legacoop prima di napolitano fotodimettersi nel 1992, quando il marito Giorgio è stato eletto presidente della Camera dei Deputati. Nonostante, però, la vicinanza con la Lega delle cooperative, Napolitano non ha risparmiato parole dure nei confronti della centrale di rappresentanza in merito allo scandalo Mafia Capitale. “Si è reagito con molto e forse inspiegabile ritardo – ha dichiarato il presidente emerito della Repubblica – visto il clamore, soprattutto di alcuni gravi casi di devianza dall’autentica cooperazione: casi sconfinati nell’affarismo, nella corruzione come quello emerso nelle indagini sulla vicenda romana almeno fino a ieri, denominata Mafia Capitale“.

I danni d’immagine, causati dai fatti di Roma, rischiano di lasciare strascichi negativi per molti anni. Per troppo tempo le centrali non hanno vigilato sulle cooperative spurie e oggi sono costrette a pagare il conto. Sarà necessaria un’operazione di pulizia interna e di rinnovamento dell’immagine verso l’opinione pubblica.
Il presidente di Legacoop, Mauro Lusetti, si è assunto le responsabilità dei ritardi di Legacoop, affermando, però, come fosse necessario “fare dei compiti in casa prima di reagire“. Così le Lega delle cooperative ha deciso di costituirsi parte civile nel processo su Mafia Capitale e ha portato avanti, insieme a Confcooperative e Agci, una proposta di legge contro le false cooperative che prevede, tra le altre cose, l’espulsione di quelle coop che non si sottopongono ai controlli periodici da parte delle centrali.
Oggi, più che mai, il mondo della cooperative ha bisogno di riformarsi, allontanandosi dai partiti e dalla politica e avvicinandosi ad un modello di rappresentanza moderno ed unitario. Di qui nasce l’idea di costituire un’unica organizzazione di rappresentanza: l’Alleanza delle Cooperative. Un progetto, quello dell’Alleanza, che Napolitano abbraccia senza remore: “È un processo avviato – dice Napolitano – ma bisogna andare avanti con decisione verso una comunità concreta e una unificazione effettiva, senza orgogli e passioni di bandiera. Bisogna pensare in termini di movimento cooperativo unito, andare oltre ai vecchi confini. L’unità tra questi diversi filoni storici del movimento cooperativo può rappresentare una unità tra soggetti affini e questo vale in campo politico e sociale”.