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Merlo: istituire un albo nazionale della logistica per combattere le false cooperative

Il mondo della cooperazione, nello specifico quello delle cooperative che operano nella logistica, è finito nuovamente sotto la bufera dell’opinione pubblica. La tragica morte del sindacalista Belakhdim Adil ha purtroppo riaperto una ferita dolente del nostro paese: quella dei diritti sindacali negati, dei contratti non rispettati, dei subappalti compulsivi e dello sfruttamento lavorativo nelle aziende della logistica.

Secondo uno studio della task force del Ministero del Lavoro, addirittura 7 imprese su 10 che lavorano in questo comparto presentano delle irregolarità. Molte di queste aziende sono cooperative ma di cooperativo hanno solo il nome. Fanno parte, infatti, di quella grande schiera di false cooperative che “drogano” il mercato pagando i lavoratori in maniera irrisoria e vendendo di conseguenza i loro servizi a basso costo. Ci troviamo a tutti gli effetti davanti a fenomeni di concorrenza sleale che penalizzano le altre imprese che rispettano le regole e gettano fango sull’intero mondo della cooperazione.

Di qui la proposta dell’Alleanza delle Cooperative di istituire una legge per combattere la piaga delle false cooperative. Il mondo della cooperazione ha raccolto più di 100mila firme per una legge di iniziativa popolare, depositata in Parlamento ma rimasta lettera morta. Adesso è arrivato il momento di agire e di farlo con urgenza.

La proposta di Federlogistica

È intervenuto sul tema anche Luigi Merlo, presidente di Federlogistica-Conftrasporto. Sono diverse le idee sul tavolo per disciplinare un settore finito nell’occhio del ciclone ormai da tanto tempo. Una delle proposte avanzate da Merlo è l’istituzione di un Albo nazionale delle imprese della logistica con dei criteri molto selettivi per entrare e capace così di escludere chi opera fuori dalle regole del mercato e da quelle sindacali.

È paradossale che oggi – sottolinea Merlo – si tenti di delegare la responsabilità di questo sfascio a grandi gruppi internazionali che sono scesi nel nostro Paese e operano secondo regole del gioco industriali, regole nelle quali lo sfruttamento de lavoro, il lavoro nero e la terziarizzazione a soggetti non garantiti, non può rientrare e non rientra nei loro schemi organizzativo“.

È invece venuto il momento – prosegue il presidente di Federlogistica – che l’apparato pubblico, lo Stato, reciti un mea culpa e faccia i conti con le inefficienze, specchiate da opere infrastrutturali bloccate da anni, da apparati ministeriali insufficienti e non adeguati ai cambiamenti che si sono verificati, nonché da sistemi di controllo inesistenti che denunciamo da anni“. “Sparare oggi colpi a salve nelle direzioni sbagliate colpevolizzando gli unici operatori, quelli grandi – conclude Merlo – che hanno e rispettano regole del gioco, perché queste regole coincidono con l’efficienza del servizio, è terribilmente rischioso e può solo produrre anche per il governo ulteriore confusione e alibi per non intervenire seriamente nel settore“.

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