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L’Ocse premia il Jobs Act ma invita l’Italia a migliorare l’efficienza fiscale!

9 Febbraio 20153 min read

Tra qualche ora inizierà il G-20, la riunione tra i paesi più industrializzati al mondo. Nel frattempo l’Ocse, alla vigilia di questo importante appuntamento, ha pubblicato lo studio “Going for Growth”, ovvero il suo rapporto annuale sulle riforme strutturali degli Stati industrializzati.

caschetto lavoroUn posto rilevante viene riservato all’Italia e ai primi provvedimenti del Governo Renzi. Su tutti viene posta particolare attenzione sul Jobs Act.
La tanto discussa riforma del mercato del lavoro viene valutata positivamente dall’Ocse.
L’aumento della flessibilità all’interno del rapporto del lavoro creerebbe un maggiore dinamismo nel settore occupazionale. Il concetto di posto di lavoro fisso viene meno: la sicurezza si sposta, infatti, dal rapporto contrattuale al reddito del dipendente.
L’abolizione dell’istituto del reintegro per alcune fattispecie di licenziamenti individuali e collettivi viene colmata, appunto, da un indennizzo, che rende più certa la disponibilità economica dei lavoratori e più flessibili le assunzioni e le interruzioni dei rapporti lavorativi.
L’Italia, però, deve fare di più anche da questo punto di vista. Secondo l’Ocse sono necessarie ulteriori riforme che incentivino le protezioni sociali per i lavoratori e le politiche attive.
Soprattutto su quest’ultimo versante il nostro paese fa registrare un grave deficit nel confronto con altre realtà, come quella tedesca, dove il sistema di collocamento e di formazione professionale è estremamente efficiente.
Imprese ed istituzioni devono collaborare di più e meglio, per potere creare un sistema effettivamente dinamico ed efficiente.

Il giudizio dell’Ocse  copre anche altri settori della società italiana. L’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico esprime, ad esempio, un parere negativo sul nostro sistema scolastico e fiscale.
L’Ocse suggerisce una più approfondita valutazione degli insegnanti e soprattutto auspica una riforma del mondo universitario, con annessa rimodulazione delle rette accademiche. Le tasse universitarie dovrebbero essere più alte e dovrebbe essere implementato un meccanismo di prestito agli studenti con rimborso basato sul reddito.
L’Ocse pone la sua attenzione, infine, sul sistema fiscale italiano. Il nostro paese necessita una diminuzione delle imposte sui servizi e sul lavoro: solo così potranno ripartire investimenti e consumi.
Lo Stato può recuperare risorse attraverso una più aspra lotta all’evasione fiscale ed una legislazione più chiara e stabile, che incentivi le aziende ad investire sul territorio italiano.

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