Per comprendere come sta il settore dell’industria e dei servizi, è necessario andare in profondità ed analizzare tutti i dati a nostra disposizione. 

Infodata ci offre un quadro abbastanza completo della situazione, con delle info-grafiche puntuali relativi ai dati dell’Istat. Nel 2014, le imprese dell’industria e dei servizi hanno prodotto un valore aggiunto di 688 miliardi, in aumento dell’1,5% rispetto al 2013.
Migliorano anche la produttività nominale del lavoro (+3%) e gli investimenti (+7,3%) dopo tre anni consecutivi di variazioni negative. Continua, invece, l’emorragia in termini di posti di lavoro, dal momento che il numero di addetti è diminuito dell’1,3% nel confronto con l’anno precedente.

Grazie al lavoro di Infodata, possiamo però rilevare ulteriori spunti analitici interessanti. L’aspetto più importante riguarda le differenze tra le credito-d'imposta-mezzogiornoimprese che esportano e quelle che invece realizzano la maggior parte del proprio fatturato sul mercato interno.
Le aziende che esportano, infatti, sembrano avere un rendimento decisamente superiore: la produttività nominale del lavoro è di 68mila euro contro 30mila e l’intensità degli investimenti ammonta a 9mila euro per addetto contro 3mila.
C’è da dire, però, che sono poche le realtà che riescono a perseguire questi obiettivi. Ci riescono soprattutto le imprese di grandi dimensioni, ovvero quelle che possiedono le risorse e le competenze per effettuare investimenti all’estero e che li portano a realizzare il 43% del proprio fatturato fuori dall’Italia contro il 9,3% delle micro-imprese.

La soluzione per migliorare la profittabilità delle imprese italiane potrebbe essere, come più volte sottolineato in questa sede, quella dell’aggregazione e della cooperazione. Lo dimostrano i dati sui gruppi d’impresa. Nel 2014 i gruppi d’impresa italiani sono più di 95 mila e generano un valore aggiunto di 376 miliardi di euro, corrispondente al 55% del totale della industria e dei servizi, e hanno un forte impatto sull’occupazione italiana.Ma cosa ancora più rilevante, i gruppi di impresa hanno un livello di produttività addirittura vicino a quello delle grandi imprese.
La costruzione di reti d’impresa e organizzazioni di produttori può essere, dunque, la via da seguire per mantenere la dimensione locale dell’attività imprenditoriale ed avere al contempo gli strumenti economici per abbracciare la sfida dell’internazionalizzazione.