Le cooperative di comunità possono essere il futuro del mondo cooperativo e delle piccole realtà locali.
Su questo punto sono concordi i relatori del seminario “Cooperazione di comunità e identità cooperativa” organizzato dalla Federazione Trentina della Cooperazione.
Tra gli ospiti c’era anche Mauro Lusetti, presidente di Legacoop, e Carlo Borzaga, presidente di Euricse.

Le cooperative di comunità sono una forma d’impresa relativamente nuova, sviluppatasi soprattutto nei piccoli borghi dell’Appennino, dove comuni cittadini marinaleda  disoccupazionehanno deciso di mettersi insieme per offrire determinati servizi agli abitanti del luogo.
La valorizzazione del patrimonio paesaggistico e culturale del territorio è uno dei principali obiettivi delle cooperative di comunità, le quali si occupano anche della gestione dei beni comuni e di servizi di natura turistica.
Interpretano, in via definitiva, i bisogni delle comunità locali laddove lo Stato non riesce ad intervenire e mostra i suoi limiti.
Secondo Carlo Borzaga, le cooperative di comunità sono una forma di auto-organizzazione della società e di democrazia economica che va sostenuta ed il primo tutore deve essere proprio il mondo della cooperazione: «Occorre che il movimento cooperativo si faccia carico di una proposta per sostenere queste nuove forme imprenditoriali».
Un punto di vista condiviso dal presidente di Legacoop, Mauro Lusetti, il quale vede in questo modello d’impresa un attore sociale da affiancare allo Stato, senza, dunque, sostituirlo nell’esercizio delle sue funzioni essenziali: «L’importante è che risponda ai bisogni che emergono dalle comunità e non ai problemi di riorganizzazione dello Stato o degli enti locali».