Le donne rappresentano il 60% degli occupati nelle cooperative. Una formula giuridica, quella cooperativa, che promuove da sempre l’inclusione sociale e la parità di genere, principi rafforzati durante la crisi. 

Vanity Fair ha approfondito il tema delle pari opportunità nelle coop riportando alcuni dati interessanti sulle associate di Confcooperative. Rispetto al periodo precedente alla crisi, il numero di cooperative a guida femminile è aumentato del 5%. L’aspetto più rilevante riguarda, però, la governance.
donne-impresaCome sappiamo, le difficoltà maggiori delle donne nel mercato del lavoro italiano attengono all’accesso ai ruoli apicali. Nelle cooperative, però, c’è una presenza più forte delle donne nelle posizioni di vertice dell’azienda: il 26% della governance del mondo cooperativo è rappresentato da donne contro il 16% delle altre forme d’impresa. Nelle coop sociali questa percentuale sale al 40%
Nonostante i numeri delle coop e del non profit siano migliori di quelli delle cosiddette aziende for profit, non si può parlare di risultati soddisfacenti. La cooperazione possiede gli strumenti per realizzare un’effettiva parità di genere, che esuli dal campo della cooperazione sociale ed abbracci anche altri settori come quello agroalimentare, dove invece è più debole la presenza di donne, sia all’interno della struttura societaria che nei ruoli apicali.

Il punto di forza delle cooperative è la sua azione sul territorio, una peculiarità che consente loro di interpretare al meglio i bisogni dei cittadini e di soddisfarli, in alcuni casi, attraverso modalità innovative. Per aumentare ulteriormente la presenza delle donne nelle cooperative e in generale nelle imprese, sarà fondamentale agire sul tema della conciliazione vita-lavoro, un ambito che ha rappresentato per anni il più grande elemento di discriminazione delle donne.
Sono tante, ancora oggi, le donne che vivono la maternità con ansia in quanto oggetto di ricatti da parte del proprio datore di lavoro. Anna Manca, presidente Commissione dirigenti cooperatrici Confcooperativeparlando a Vanity Fair, sottolinea la necessità di misure che facilitino la conciliazione vita-lavoro e in merito approva gli incentivi fiscali inseriti nella Legge di Stabilità sul welfare aziendale.
In futuro si andrà necessariamente verso modelli di welfare decentrati: le cooperative dovranno essere brave ad interpretare i bisogni emergenti e garantire alle donne prestazioni e servizi innovativi come già succede con i co-working per le mamme professioniste ed altre esperienze di sostegno alla maternità.