Il servizio civile universale è ufficialmente legge dello Stato italiano. Il Consiglio dei Ministri del 10 febbraio, infatti, ha approvato il primo decreto attuativo della riforma del Terzo Settore. 

L’obiettivo del provvedimento è rendere in maniera effettiva il servizio civile uno strumento di difesa non armata della Patria, come previsto dagli artt. 11 e 52 della servizio-civile-universaleCostituzione, di educazione alla pace tra i popoli e di promozione dei valori fondativi della Repubblica.
I programmi di intervento del nuovo servizio civile dovranno riguardare i seguenti ambiti: assistenza, protezione civile, patrimonio ambientale e riqualificazione urbana, patrimonio storico, artistico e culturale, educazione e promozione culturale e dello sport, agricoltura in zona di montagna e sociale, biodiversità, promozione della pace tra i popoli, nonviolenza e difesa non armata, promozione e tutela dei diritti umani, cooperazione allo sviluppo, promozione della cultura italiana all’estero e sostegno alle comunità di italiani all’estero.

Cerchiamo, però, di fare ordine e di individuare i cinque elementi più innovativi del nuovo servizio civile, che, in base alle premesse attuali, dovrebbe venire in contro alle tante richieste dei giovani italiani e promuovere nel nostro Paese la cultura dell’impegno civile, del volontariato e della solidarietà:

  1. Il servizio civile diventa universale.
    Uno dei principali obiettivi del Governo è estendere la platea dei beneficiari, dando la possibilità di svolgere il servizio civile a tutti i ragazzi che fanno richiesta. Per il 2017 sono stati stanziati 260 milioni di euro che permetteranno la partecipazione di 47mila giovani.
    L’intento dell’esecutivo è arrivare progressivamente nei prossimi anni a quota 100mila volontari.
  2. Coinvolgimento stranieri e periodi all’estero.
    Potranno svolgere il servizio civile anche cittadini dell’Unione europea e stranieri regolarmente residenti in Italia da almeno cinque anni. Per gli italiani, inoltre, ci sarà la possibilità di effettuare un periodo di tre mesi all’estero in uno dei Paesi dell’Unione europea con l’obiettivo di rafforzare il senso di appartenenza all’Unione e di facilitare lo sviluppo di un sistema europeo di servizio civile, ovvero di usufruire di un tutoraggio finalizzato alla facilitazione dell’accesso al mercato del lavoro. Sono previsti, infine, dei meccanismi di premialità per gli enti che impiegheranno giovani con minori opportunità.
  3. Flessibilità.
    Il servizio civile diventa a tutti gli effetti un’attività volontaria a servizio della società e propedeutica allo sviluppo della propria personalità. Il Governo ha deciso, infatti, di accogliere le istanze dei volontari riducendo le ore settimanali di servizio che passano da 30 a 25 ore.
    La flessibilità viene garantita anche attraverso la durata dei progetti che andrà da 8 a 12 mesi e terrà conto delle esigenze di vita e di lavoro dei volontari. Verranno stabilite, inoltre, delle modalità per riconoscere e valorizzare le competenze acquisite dai giovani durante lo svolgimento del servizio civile.
  4. Ripartizione competenze.
    Sarà lo Stato ad adempiere alle funzioni di programmazione, organizzazione e attuazione del servizio civile universale nonché l’accreditamento degli enti, le attività di controllo, verifica e valutazione del servizio civile universale. Lo farà attraverso un piano triennale attuato ogni anno in base alle risorse nazionali, europee e a quelle derivanti da altri soggetti pubblici e privati.
    Le Regioni e le Province autonome parteciperanno alla predisposizione dei piani triennali e annuali e alla valutazione dei progetti nelle materie di loro competenza.
  5. Consulta nazionale per il servizio civile universale.
    Viene istituita la Consulta nazionale per il servizio civile universale e la Rappresentanza degli operatori volontari, sia a livello nazionale che regionale, quali organismi di confronto in ordine alle questioni concernenti l’attuazione del servizio civile universale.