Stress lavoro correlatoDire che il lavoro stanca e stressa, in questi tempi di elevata disoccupazione, non vuole essere una presa in giro né, tantomeno, prendersi gioco di chi, lottando, fa di tutto per conservare un’occupazione per quanto stressante e logorante possa essere.

È per richiamare l’attenzione a buone pratiche che, le statistiche lo confermano, il più delle volte sono estranee alla maggioranza delle aziende, nonostante gli obblighi di legge (“Indicazione per la valutazione del rischio da stress lavoro-correlato”, G.U. del 30 dicembre 2010).

Il 21% dei lavoratori, e delle lavoratrici, soffre di disturbi legati al lavoro (fonte Istat): un dato risalente a qualche anno addietro e che, facilmente, possiamo immaginare ben più consistente di questi tempi.

Per sapere se anche tu fai parte di questi, puoi riconoscerne, da subito, alcuni dei sintomi, quelli più frequenti: spossatezza, mal di testa, calo della memoria, calo del rendimento, irritabilità e rabbia, scarsa capacità di concentrazione, disturbi alimentari e/o del sonno, disturbi cardiovascolari. Sintomi tutti, ai quali se si aggiunge il pianto vuol dire che lo stress sta sfociando in depressione. E allora sì che la situazione diventa grave.

I rimedi. Facili a dirsi, meno ad attuarsi, poiché dipendenti dalla capacità di gestire i propri tempi: praticare uno sport e ritagliarsi dei momenti di relax costituiscono la migliore ricetta piuttosto che ricorrere a farmaci.

Il problema, tuttavia, è di ordine culturale. Oltre l’osservanza delle disposizioni di legge, contenute tutte nel Testo Unico, si tratta di praticare percorsi formativi rivolti ad Amministratori e Lavoratori, ognuno per la propria parte, volti ad una maggiore consapevolezza rispetto al problema.

Una periodica analisi di clima, volta alla soddisfazione del “cliente interno”; l’attivazione di periodici incontri di informazione e formazione, aiutano a misurare il livello di stess presente in azienda, o anche in studi professionali, enti pubblici e privati, attivando processi e percorsi utili ad individuarlo, affrontarlo, superarlo. Ne va di mezzo l’autostima di ciascuno.

Oltre le figure previste dalla legge, spesso sottese da tutti, esperti esterni possono costituire un buon riferimento al quale ricorrere periodicamente.

I benefici sono fin troppo evidenti perché debba descriverli.