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Latte: i contenuti dell’accordo

26 Novembre 20154 min read

La guerra del latte è finalmente giunta al termine? Nella giornata odierna è stato raggiunto un accordo tra le organizzazioni dei produttori agricoli, i rappresentanti dell’industria, le cooperative e la Gdo sul prezzo del latte.
In tutto verranno pagati per i prossimi tre mesi circa 3 centesimi in più al litro (2,1 dall’industria e 1 dal Governo attraverso i fondi europei), ponendo fine ad una querelle che ha causato in questi giorni numerosi momenti di tensione ed un blocco del settore preoccupante per tutti gli attori coinvolti.

Fondamentale è stata l’azione di mediazione del ministro Martina. Il Ministero delle Politiche Agricole, Ambientali e Forestali è riuscito a far sedere le parti attorno ad un tavolo, dopo la rottura del 12 novembre, quando la componente agricola si era rifiutata di contrattare giudicando inadeguata la proposta di aumento di 1 centesimo al litro del prezzo del latte.
latte accordoDa 34 centesimi si passerà, adesso, ad un pagamento di 37 centesimi e soprattutto verrà abolita l’indicizzazione dei prezzi della Germania, dove il latte costa 29 centesimi al litro, che portava inevitabilmente ad un deprezzamento del prodotto italiano.
L’accordo prevede nuovi meccanismi di indicizzazione che tengono conto del maggiore costo della materia prima nel nostro paese e la previsione di contratti standard difficilmente eludibili.
A favore dei produttori c’è anche un corposo investimento da parte del Governo, che ha dirottato verso il comparto 26 milioni di euro di fondi europei per i mesi di dicembre, gennaio e febbraio, risorse che contribuiranno a far crescere il prezzo del latte di un centesimo.
Ma il problema del prezzo è solo una delle tante questioni che deve fronteggiare il lattiero caseario. C’è anche, ad esempio, quella relativa all’importazione di materia prima proveniente dall’estero.

Per aumentare la riconoscibilità del prodotto italiano, la Gdo si impegnerà ad effettuare azioni di valorizzazione e di promozione del latte e dei formaggi italiani.
Soddisfatto il ministro Martina: “Sono strumenti che si attendevano da anni e che ora dobbiamo mettere in moto subito. Il nostro impegno va avanti consapevoli che stiamo parlando di un settore strategico non solo per la filiera agroalimentare, ma per l’economia italiana”.
Anche il presidente dell’Alleanza delle Cooperative agroalimentari, Giorgio Mercuri, valuta in maniera positiva l’accordo trovato e rilancia in vista delle prossime sfide che attendono l’intero comparto: “Per quanto ci riguarda – ha dichiarato Mercuri – la cooperazione ha rappresentato in questo periodo un riparo vitale per i quasi 28mila soci, con le 700 cooperative che hanno potuto pagare un prezzo sempre superiore a quello del mercato. Per questo motivo sarà sempre più importante intraprendere percorsi di aggregazione in sintonia con logiche di filiera integrate, ed è anche questo che ci impegneremo a promuovere nei prossimi tavoli”.
Il presidente di Confagricoltura, Mario Guidi, parla di un “accordo ponte” che supera le contrapposizioni di questi mesi e che servirà a “lavorare tutti assieme per sviluppare rapporti di filiera efficaci, definire un accordo stabile e valorizzare il latte italiano”.
“È una boccata di ossigeno alle imprese che si trovano in un grave momento di difficoltà
 – ha dichiarato il presidente di Coldiretti Roberto Moncalvo ma la battaglia della coldiretti continua nelle sedi istituzionali per arrivare al più presto alla corretta identificazione dei prodotti che usano latte italiano con l’indicazione in etichetta, che impedisca di spacciare come made in italy il prodotto importato

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