Giappone: Basta nucleare entro il 2030Il governo giapponese di Yoshohiko Noda, ad un anno di distanza dal disastro di Fukushima, ha approvato il piano energetico nazionale che stabilisce la road map per l’uscita dal nucleare entro il 2030.

Questa decisione rimette al centro del dibattito l’opzione nucleare. Il Giappone, con le sue 50 centrali atomiche distribuite su un territorio non molto vasto, sta per diventare il simbolo della battaglia anti nucleare: <<se il terzo paese per numero di reattori ha deciso di rinunciare all’energia “pulita” del nucleare in favore del giovane e immaturo rinnovabile, allora non sarà poi così pulito e sicuro>>. Il Giappone, paese di spicco per l’avanguardia tecnologica, edilizia e ingegneristica non si fida più di questa tecnologia.

Ecco così che si allunga la lista dei paesi che, a seguito del secondo peggiore disastro nucleare dopo Chernobyl, che rivedono la propria politica energetica nazionale in favore di fonti più sicure e sostenibili anche se ancora tecnologicamente molto giovani. La Germania spegnerà le sue 17 centrali nucleari entro il 2022, la Svizzera ne dismetterà 5 entro il 2033 e la Francia, simbolo del nucleare Europeo, chiuderà nel 2016 la vecchia centrale di Fessenheim.

Il piano energetico giapponese appena entrato in vigore vuole un Giappone più green, infatti, l’approvvigionamento energetico proveniente da fonti rinnovabili passerà dall’attuale 30% al 50% entro il 2030. Il restante 50% sarà garantito dall’importazione dei classici combustibili fossili.

Speriamo che questa decisione possa rappresentare una svolta nella politica energetica mondiale in favore dell’adozione di soluzioni più rispettose dell’ambiente.