Aumenta il rapporto prezzo/quantitàIl carrello della spesa degli italiani è sempre più pesante. Peccato che ciò sia determinato non tanto dal peso dei prodotti acquistati con maggiore frequenza quanto, piuttosto, dal rincaro degli stessi.

Lo constata, come ogni mese, l’Istat che rileva nel mese di settembre un aumento dell’indice complessivo dello 0,8% rispetto al mese di agosto con un tasso di crescita annuale che sale al 4,7% dal 4,2% del mese precedente.

Prezzi al consumo sempre più alti e italiani sempre più poveri in considerazione della stabilità degli stipendi, praticamente fermi da anni, e dell’inflazione che si attesta al 3,6% , in misura superiore anche a quei rari casi in cui gli stipendi sono cresciuti.

Sempre nel mese di settembre, non sappiamo decifrare se è una buona notizia, resta stabile rispetto ad agosto l’indice nazionale dei prezzi al consumo, il c.d. Nic,: +3,2% su base tendenziale.

Manco a dirlo, i maggiori rincari sono attribuibili al settore energia: in un mese la benzina è aumentata del 3,9%, con un tasso di crescita tendenziale annuo che balza al 20,1% (ad agosto era del 15,1%), mentre il gasolio per i mezzi di trasporto è cresciuto, sempre rispetto al mese precedente, del 3,1%; il 21% annuale dal 17,5 di agosto. Stessa sorte per il gasolio da riscaldamento con un rimbalzo su base mensile del 2,5% (il 10,3% su base annua).

Anche per mangiare la musica è la stessa. I vegetali freschi sono saliti del 7,1% (il 10,2% su base annua) e così la carne, pollame, suina, bovina, con incrementi in media dello 0,5% e per tanti altri prodotti del comparto alimentare con la sola eccezione della frutta fresca diminuita dello 0,6%.

In controtendenza, ma per ragioni facilmente intuibili, i costi relativi ai trasporti aerei, marittimi e ferroviari e, questo sì un dato confortante, quello dei medicinali grazie alla minore incidenza di quelli di fascia A.

Come andrà a finire non si sa. Resta il dato che la forbice continua ad allargarsi e che sempre più sono le famiglie con problemi economici, alle prese con un carrello che, giorno dopo giorno, diventa sempre più difficile da riempire.