L’approvazione della Legge di Stabilità in Senato ha portato con sè anche una serie di polemiche. Una delle più importanti riguarda i liberi professionisti.
Inizialmente il Governo aveva parlato di una detassazione che avrebbe riguardato anche loro. In realtà, in base al testo approvato, sembra non ci sia alcuna agevolazione per questa categoria. Aveva fatto molto discutere la scelta del Governo Monti di innalzare i contributi per quei soggetti appartenenti alla gestione separata dell’Inps.
Un aumento che non è stato bloccato, come sembrava in un primo momento. A partire dal 2015, dunque, ci sarà una lenta crescita dei contributi, che andrà dal 27,7% attuale fino ad arrivare ad oltre il 33% di anno in anno.
Cambia anche il regime dei minimi: si passerà da una tassazione del 5% per chi percepisce meno di 30.000 euro, ad un prelievo del 15% per i giovani profennisti con un reddito inferiore a 15.000 euro.

22102014La scelta del Governo penalizza fortemente partite Iva e freelance, ovvero tutti quei liberi professionisti che decidono di svolgere in maniera autonoma un’attività di tipo scientifico, professionale, finanziario o tecnico. Si tratta di un aumento notevole della tassazione che colpisce una categoria in espansione e che potrebbe avere delle conseguenze da non sottovalutare. Come riporta il Corriere della Sera, potrebbero esserci delle categorie come quelle degli avvocati e degli architetti che decideranno di abbandonare la gestione separata dell’Inps ed “emigrare” verso le rispettive Casse professionali.
Il provvedimento colpisce soprattutto la categoria dei freelance, molto diffusa soprattutto nel settore giornalistico. La rivoluzione avvenuta nel regime dei minimi, con annesso aumento dell’imposizione fiscale, rischia di vedere crollare il numero di giovani freelance che decidono di intraprendere la strada del libero professionismo, senza essere iscritti ad alcun tipo di albo professionale. Una via certamente impervia e rischiosa, ma che premia lo spirito d’iniziativa e la qualità dei servizi offerti.