Risorse Umane - La lettera di autocandidaturaÈ stile ricorrente quello di inviare curriculum vitae a casaccio. Presi dalla foga della ricerca di un’occupazione, di propria iniziativa si scrive a più aziende, bussando alla porta del selezionatore delle risorse umane, nella speranza che quella porta si apra. Almeno per un possibile colloquio. Il più delle volte non si ottiene nemmeno una risposta!

La lettera di autocandidatura, o di marketing, è strumento che accompagna il curriculum vitae finalizzato ad una breve, ma efficace, presentazione personale con l’obiettivo ultimo di far ricadere l’attenzione del responsabile delle risorse umane sul possibile apporto professionale che si intende offrire all’azienda cui ci si rivolge.

A tal fine deve distinguersi dalla massa delle tante lettere di presentazione al curriculum vitae, centrando l’attenzione sull’azienda, il suo mercato di riferimento, il ruolo per il quale ci si candida, evitando “sviolinate” e astenendosi da ogni forma di servilismo.

In buona sostanza, non è una vera e propria richiesta di assunzione quanto, piuttosto, il riuscire a far porre l’attenzione sulle proprie professionalità al fine di suscitare nel selezionatore la curiosità utile a fissare un colloquio. Per questa ragione, il curriculum vitae che segue è redatto in forma più essenziale rimarcando in esso le competenze apprese e, possibilmente, anche quelle sperimentate nel corso di esperienze lavorative precedenti.

Da queste considerazioni, appare evidente che ogni lettera di marketing va personalizzata in funzione dell’azienda alla quale ci si rivolge; non può, pertanto, essere copia conforme, uguale per ogni situazione: perderebbe in validità ed efficacia configurandosi al pari di tante comunicazioni e richieste di assunzione che quotidianamente ogni azienda riceve.

Anche in questo caso, si tratta di fare un bilancio delle competenze di cui si è in possesso al fine di individuare quelle che nel caso specifico meglio si prestano al ruolo per il quale ci si autocandida.

Nessuno può colpire un bersaglio che non vede!”.