Legge di stabilitàCome sarà speso il denaro pubblico e come verranno reperiti i fondi necessari per tali investimenti?

È questo che definisce la Legge di Stabilità, che fino al 2003 portava il nome di Legge Finanziaria.

Ma di cosa si tratta?

Ogni anno il Governo deve predisporre la legge di bilancio, il principale documento previsto dall’ordinamento della Repubblica Italiana per regolare la vita economica del Paese. L’articolo 81 della Costituzione stabilisce che con tale legge non si possono definire nuovi tributi e nuove spese, per questo è affiancata dalla legge di stabilità.

Il disegno di legge è presentato entro il 15 Ottobre di ogni anno e a seguito dell’approvazione del Parlamento, regolerà la vita economica del Paese nell’arco di un anno solare.

In seguito alla riforma costituzionale del 2001, che introdusse il federalismo nell’ordinamento degli enti locali territoriali, l’attività finanziaria statale deve essere coordinata con quella locale: ed ecco perché la Legge Finanziaria dal 2003 viene denominata legge di stabilità.

Essendo l’Italia stato membro dell’Unione Europea, la stessa Legge di Stabilità ogni anno deve adottare norme di coordinamento della finanza pubblica dei vari livelli di governo, allo scopo di rispettare i requisiti di convergenza economico-finanziaria imposti dal trattato di Maastricht, al fine di raggiungere una più efficiente politica di coesione, anche economica, tra i paesi dell’U.E.

La legge di stabilità 2013, proposta dal Governo Monti porterà una serie di modifiche sulle entrate/uscite dello Stato. Tra i punti principali troviamo: la riduzione delle aliquote IRPEF, per i primi due scaglioni; il tetto massimo delle detrazioni Irpef non potrà eccedere 3mila euro; saranno tassate anche le pensioni di invalidità e di guerra, l’aumento di un punto percentuale dell’IVA; il reperimento delle risorse attraverso, anche, la Tobin tax; cambiamenti per l’IMU della Chiesa, per la sanità, per la Tav e i trasporti; l’ok alla vendita dei beni demaniali attraverso fondi immobiliari e ancora tante altre modifiche.

Chiaramente, sono ancora proposte tutte al vaglio del Parlamento. E le polemiche, seguite da controproposte, sono all’ordine del giorno.