La nota mensile dell’Istat, relativa a gennaio 2017, conferma la tendenza emersa il mese scorso. In Italia aumenta il numero di occupati, ma la crescita riguarda soprattutto gli over 50 per effetto dell’invecchiamento della popolazione e dell’innalzamento dell’età pensionabile. 

Le tendenze emerse nella nota dell’Istat parlano, dunque, di un mercato del lavoro in lenta ripresa, ma che fatica a dare il via al ricambio generale. Se è vero, lavoro-inattiviinfatti, che a gennaio il tasso di disoccupazione giovanile è diminuito di 1,3 punti percentuali, passando dal 39,2% al 37,9%, è altrettanto vero che questa variazione negativa deriva principalmente dall’aumento del numero di inattività nella classe di età 15-24 anni.
Vediamo, però, nel dettaglio qual è la situazione occupazionale per classi di età.

Dal mese scorso l’Istat calcola la partecipazione al mercato del lavoro al netto della componente anagrafica, ovvero tenendo dell’invecchiamento della popolazione. Da questa rilevazione emerge che la variazione tendenziale del numero di occupati è positiva in tutte le classi di età: +0,9% tra i 15-24enni, +0,7% tra i 35-49enni e +2,5% tra i 50-64enni. Anche tenendo in considerazione l’invecchiamento generale della popolazione, quindi, permane il ruolo guida degli over 50 nei miglioramenti del mercato del lavoro italiano.
In generale, a gennaio 2017, ci sono 30 mila occupati in più rispetto al mese scorso e 236mila in più rispetto ad un anno fa. Aumentano soprattutto gli addetti con contratti a tempo indeterminato e gli indipendenti, mentre diminuisce il numero di lavoratori con rapporti di lavoro a termine.
La disoccupazione resta stabile all’11,9%, mentre i disoccupati aumentano del 4,2%, pari a +126 mila e calano gli inattivi (-3,3%, pari a -461 mila).