La Corte Costituzionale boccia il quesito del referendum sull’articolo 18 richiesto dalla Cgil. 

Al termine di due ore di udienza la Consulta ha emesso il proprio verdetto ritenendo inammissibile il quesito referendario che chiedeva la re-introduzione dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori. Tra le tante modifiche apportate al mercato del lavoro dal Jobs Act, quella più discussa è sicuramente la norma sui licenziamenti illegittimi. Per aumentare la flessibilità all’interno del singolo rapporto di lavoro, il Governo ha sostituito la reintegra in caso di licenziamento senza giusta causa con un indennizzo economico.
La Cgil ha raccolto in questi mesi oltre 3 milioni di firme per “l’abrogazione delle disposizioni in materia di licenziamenti illegittimi“, chiedendo l’ampliamento delle tutele per i lavoratori. Nello specifico il sindacato richiedeva l’estensione della reintegra a tutte le aziende con più di 5 dipendenti e non solo alle imprese con più di 15 lavoratori.

La Corte Costituzionale ha dato invece parere positivo sui due quesiti riguardanti l’abolizione dei voucher e la responsabilità in solido tra appaltante e appaltatore. Negli ultimi mesi c’è stato un vero e proprio boom dei voucher, strumenti che sono nati per regolamentare prestazioni di lavoro occasionali, soprattutto nel settore agricolo e per determinate categorie di lavoratori (studenti e pensionati), salvo poi diventare di fatto un meccanismo per regolare veri e propri rapporti di lavoro subordinati.
L’estensione dei settori di applicazione a comparti come l’edilizia ed i trasporti e l’aumento del tetto salariale dei voucher percebili da 5.000 a 7.000 euro, ha portato ad un aumento incredibile delle vendite (addirittura +27.000% nel 2016 rispetto al 2008).

L’ammissibilità del referendum sui voucher viene giudicata come un successo dalla Cgil che, nonostante il parere negativo sull’art.18, commenta in questi termini: “Siamo molto soddisfatti del risultato relativo ai referendum sui voucher e sulla responsabilità appaltante-appaltatore. Il primo in particolare – dichiara Vittorio Angiolini, avvocato che ha rappresentato la Cgil – è di estrema importanza e riguarda una vasta platea di persone. Sull’art. 18 prendiamo atto e rispettiamo la decisione della Corte Costituzionale, aspettando di conoscere le motivazioni nella sentenza, non appena sarà depositata”.