La Carta di Milano è un documento che contiene una serie di impegni e misure normative, rivolte sia ai cittadini che alle istituzioni, per garantire la qualità e la sicurezza alimentare a tutto il pianeta. Sono tante le azioni quotidiane che ognuno di noi potrebbe svolgere per raggiungere questo obiettivo.
Ecco perché la Carta di Milano, che potrà essere sottoscritta durante tutta la durata di Expo, invita i cittadini a svolgere un’attività di pressione collettiva verso le istituzioni. Possono essere le persone comuni, infatti, i principali protagonisti del cambiamento culturale promosso.
Sono dieci, in particolare, i punti attorno ai quali ruoterà il documento. Il primo e più importante è il diritto al cibo. Come ha dichiarato in questi giorni il ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina, verrà considerato come una vera e propria violazione della dignità umana il mancato accesso ad una quantità di cibo sufficiente per sopravvivere, cibo che deve possedere anche determinate caratteristiche di qualità.

expoPer raggiungere l’ambizioso obiettivo di garantire un’alimentazione sana e corretta ad una quota sempre più ampia di cittadini, tutti gli attori coinvolti saranno chiamati a mettere in atto una serie di azioni: si devono evitare, innanzitutto, gli sprechi, acquistando solo la quantità di cibo necessaria ed educando i propri figli al rispetto dell’ambiente e all’importanza della qualità alimentare.
Le istituzioni, inoltre, dovranno compiere una serie di passi normativi fondamentali: la lotta al lavoro nero nei campi agricoli, la promozione delle biodiversità, la promulgazione di leggi a difesa del suolo e di protezione del reddito degli agricoltori, nonché l’incentivazione dell’innovazione e della tecnologia anche nel settore agricolo.
Sono tutte misure di rilevanza essenziale per assicurare un futuro migliore a tutto il pianeta. L’intento della Carta di Milano è sensibilizzare i cittadini su queste tematiche e farli convergere su un obiettivo unico di rilevanza mondiale.
Per questo motivo verrà coinvolta anche l’Onu. L’atto conclusivo, infatti, prevede la consegna del documento al Segretario Generale dell’Onu Ban Ki-Moon, che avverrà il 16 ottobre, alla fine di Expo.
La speranza è che l’esposizione universale possa fungere da amplificatore per queste tematiche, che sono ancora ignorate da moltissime persone nei paesi industrializzati.
Il diritto al cibo e lotta contro lo spreco devono essere al centro del dibattito mondiale e delle politiche pubbliche internazionali. La Carta di Milano non fa altro che porre tutti, cittadini ed istituzioni, di fronte alle proprie responsabilità.

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