Nel terzo trimestre del 2016 il Prodotto Interno Lordo è aumentato dello 0,3% rispetto al precedente trimestre e dello 0,9% nel confronto con il terzo trimestre del 2015. 

A riportarlo è l’Istat, secondo la quale la variazione positiva del Pil è determinata dall’aumento del valore aggiunto dei settori dell’industria e dei servizi, mentre va registrata una diminuzione del valore aggiunto dell’agricoltura. Per quanto riguarda, invece, la domanda, c’è finalmente un apporto positivo della domanda interna.pil italia
Al momento, qualora nell’ultimo trimestre ci dovesse essere una variazione nulla, il Prodotto Interno Lordo dovrebbe presentare un +0,8% per tutto il 2016. Sembra, dunque, avvinarsi l’obiettivo posto dal Governo, che nell’ultimo aggiornamento del Def ha previsto una crescita dello 0,8 per il 2016 e dell’1% per il 2017. Quest’ultimo dato è stato definito da più parti, in primis da Bankitalia, come un obiettivo ambizioso soprattutto se consideriamo i mutamenti della situazione internazionale.
Eurostat, invece, ci fornisce i dati relativi agli altri paesi membri dell’Unione Europea. Stupisce, ad esempio, il rallentamento dell’economia tedesca il cui Pil è cresciuto dello 0,2% nel terzo trimestre contro le previsioni che vedevano una variazione positiva dello 0,3%. A contribuire negativamente sul rendimento tedesco c’è il commercio estero. Ad ogni modo la crescita teutonica su base annua dovrebbe essere sostenuta: al momento, infatti, nel 2016 la Germania fa registrare una crescita del Pil dell’1,7%.
Imponente, invece, la variazione del Prodotto Interno Lordo britannico con una crescita del 2,2% nel 2016; bene anche la Francia con 1,1 punti percentuali in più rispetto ad un anno fa. Nell’area Euro, invece, il Pil è cresciuto dello 0,3% rispetto al trimestre precedente ed dell’1,6% nel confronto con lo stesso trimestre del 2015.