Nella giornata di ieri il sottosegretario al Lavoro, Luigi Bobba, ha presentato il decreto interministeriale che mette a disposizione 200 milioni di euro per le imprese sociali. 

L’intervento completa il quadro delineato dal Governo con la riforma del Terzo settore il cui obiettivo principale è proprio quello di rafforzare l’istituto dell’impresa sociale, provando così a rompere il classico binomio profit/non profit.
Per raggiungere questo obiettivo il Ministero del Lavoro ha destinato ad imprese e cooperative sociali il 60% delle risorse del Fondo Rotativo (Fri) per il sostegno alle imprese e gli investimenti in ricerca. A questi fondi vanno aggiunti ulteriori 23 milioni di euro messi a disposizione dal Ministero dell’Economia.

servizio civileIl provvedimento introduce finanziamenti a tasso agevolato per programmi di investimento, operativi in qualsiasi settore, che prevedono spese comprese tra 200mila e 10 milioni di euro. Il finanziamento fornito dal Ministero copre il 70% della spesa complessiva e presenta un tasso di interesse dello 0,50% con restituzione della somma in 15 anni; il restante 30% deve essere associato ad un finanziamento bancario a tasso di mercato.

Nella scelta delle imprese beneficiarie si privilegerà quei progetti ad alto impatto sociale e ambientale, prestando particolare attenzione all’incremento occupazionale di categorie svantaggiate, l’inclusione sociale di soggetti vulnerabili e il raggiungimento di specifici obiettivi volti alla salvaguardia e alla valorizzazione dell’ambiente, del territorio e dei beni storico-culturali.
I soggetti beneficiari sono le cooperative sociali e i consorzi di cooperative sociali, le imprese sociali e le società cooperative aventi qualifica di ONLUS.
Il decreto interviene in un settore, quello dell’economia sociale, in continua espansione sia in Italia che in Europa. Secondo gli ultimi dati dell’Istat, nel nostro Paese ci sono 15 mila imprese e cooperative sociali che danno lavoro a 540mila persone e rappresentano il 10% del Pil italiano.