Cresce il lusso e il lavoro nel lussoSe c’è un settore che non conosce crisi è proprio quello del lusso. Quello della moda in particolare continua a mettere a segno risultati positivi con un trend che evidenzia un dato incontrovertibile: chi aveva potere di spesa continua a spendere anche oggi. Anzi, oggi, se buon speculatore di mercati finanziari, con maggior potere di acquisto.

Idem per le calzature e le pelli più in generale: le firme, italiane su tutte le altre, richiamano ancora molti acquirenti attirando a se, in boutique e showroom eleganti e raffinati, clienti da ogni parte del mondo. Russi, cinesi, brasiliani, giapponesi, tra nuovi e vecchi facoltosi, con enormi capacità di spesa, attratti dallo stile “made in Italy” per il quale sono ben disposti a non badare a spese. La moda in particolare è il comparto che più di ogni altro è in crescita rispetto all’anno precedente.

E così, a fronte di una crisi che sta mettendo in ginocchio tanti settori con gravi ripercussioni sull’occupazione, a luglio la quota di disoccupazione ha raggiunto quota 10,7% con particolari ricadute sulle fasce più giovani, il mondo del lusso non solo va bene quanto è alla ricerca di figure professionali ad hoc.

Le griffe dell’alta moda intendono investire in figure professionali vecchie e nuove: sarti, modellisti, orditori, tintori, ma anche nell’industria conciaria (addetti alle bottali, alle presse, tagliatori, al controllo qualità, …), dei profumi, come quello del fashion on-line addetti alla vendita del lusso sul web.

Si tratta di competenze specifiche, non sempre bisognose di titoli di studio rilevanti, da acquisire attraverso corsi e stage specialistici, improntati all’acquisizione di saperi pratici, immediatamente spendibili sul mercato del lavoro. Il resto lo farà, nel tempo, l’esperienza.

A chi ama le lingua straniere, in funzione degli acquirenti stranieri, c’è spazio per chi conosce il russo, il tedesco, le lingue orientali, oltre l’inglese che resta la lingua “universale” del commercio.

Tra i profili più ricercati le nuove figure dei retail buyer e dei retail merchandiser, coloro chiamati a pianificare gli acquisti per l’assortimento dei vari punti vendita e di chi studiando l’andamento delle vendite, interpreta gusti e tendenze orientando l’ufficio style per le future collezioni.

Si tratta di occupazioni tutte che di certo con cambiano lo stato della disoccupazione del paese Italia. Probabilmente solo di poche “griffate” sistemazioni: certamente di un’opportunità che non ci si può lasciare sfuggire.