Eliminato! Il 2 per mille per gli enti non profit impegnati nella valorizzazione e promozione della cultura è stato cancellato dopo solo un anno di attività. 

A riportarlo è il portale Vita secondo il quale è stata presentata un’interrogazione parlamentare in merito. Lo ha Franco Panizza, senatore del Partito Autonomista Trentino Tirolese. Vedremo quale sarà la risposta del Governo.
Appare comunque quantomeno bizzarro, se non incomprensibile, che il 2 per mille sulla cultura sia durato solo un anno.
Era stato inserito, infatti, nella Legge di Stabilità 2016. Ciascun contribuente poteva decidere di donare il 2 per mille del proprio Irpef ad un ente impegnato nella valorizzazione e nella promozione della cultura. Bastava scrivere nella dichiarazione dei redditi il codice fiscale dell’ente beneficiario per completare la procedura.
Il nuovo 2 per mille aveva riscosso anche un ottimo successo. Si sono accreditati, infatti, oltre 1.300 enti non profit, nella maggior parte dei casi si tratta di piccole associazioni che svolgono uno straordinario ruolo sociale sul territorio con risorse – il più delle volte – molto limitate.

Fornire a questa realtà degli strumenti economici per operare al meglio significa assegnare alla cultura e all’associazionismo un ruolo centrale nello sviluppo economico e sociale del Paese. Creare il 2 per mille per le associazioni culturali era stato un piccolo passo verso l’affermazione di un modello di economia diverso.
Un piccolo passo seguito, però, da una retromarcia repentina e dolorosa.
A questo punto ci chiediamo quali siano le reali intenzioni di questo esecutivo che da una parte sembra volere dare maggiore spazio al sociale e alla cultura, come dimostrano la Legge sul Dopo di Noi, la riforma del Terzo settore e, appunto, il 2 per mille sulla cultura, e dall’altra si impegna a rinnegare le proprie scelte.
Il dietrofront sul 2 per mille è, con ogni probabilità, l’emblema di una situazione ai limiti del paradossale.