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I servizi socio-assistenziali in Calabria rischiano l’implosione

18 Maggio 20236 min read

Il welfare dei servizi sociali in Calabria rischia di implodere. Il Forum Regionale del Terzo Settore, Legacoop Sociali e Confcooperative Federsolidarietà, lanciano un grido d’allarme a tutta la regione

Come Forum Regionale del Terzo Settore, Legacoop Sociali e Confcooperative Federsolidarietà,
organismi di rappresentanza della quasi totalità degli enti gestori dei servizi e delle strutture socioassistenziali calabresi, ci troviamo, nostro malgrado, ad evidenziare il serissimo rischio di implosione dell’intero sistema di welfare dei servizi sociali in Calabria.

Siamo stati costretti, infatti, a rimarcare con una nota inviata ieri alle massime istituzioni ed ai Dirigenti regionali e che si allega al presente comunicato, le gravissime problematiche riscontrate nell’applicazione del Regolamento 22, nonché delle modifiche introdotte dalle Deliberazioni della Giunta Regionale (DGR) 669 e 735 nel dicembre 2022. Incombe ormai la scadenza del 30 settembre, ultimo giorno utile per l’adeguamento delle strutture socio-assistenziali ai requisiti richiesti dal Regolamento, ma vi è il rischio imminente di una paralisi di servizi essenziali per i cittadini calabresi.

Attraverso le nostre organizzazioni, il Terzo Settore calabrese gestisce la stragrande maggioranza delle strutture e dei servizi socio-assistenziali oggetto della riforma originata dall’applicazione, peraltro enormemente in ritardo, anche in questa regione della L.328 del 2020.
Dopo un iter lungo e faticoso, questo doveva essere l’anno della definitiva applicazione del nuovo Regolamento, attraverso un processo di modifica dello stesso teso a renderlo sostenibile per gli ambiti e per gli enti gestori.
A dicembre dello scorso anno, infatti, attraverso due delibere di Giunta, sono stati prorogati i termini di adeguamento al 30 settembre 2023, proprio per consentire di porre in essere le necessarie modifiche.

È stato istituito un tavolo tecnico partecipato a livello regionale, con le rappresentanze del Terzo Settore e degli ambiti, e tutto sembrava poter procedere speditamente e nella giusta direzione.
Purtroppo, però, ancora una volta siamo costretti a ricrederci.
Al momento solo alcuni ambiti hanno sottoscritto le convenzioni con gli enti del terzo settore e non sono stati effettuati pagamenti per le prestazioni del 2023, né addirittura è possibile fatturare e quindi ricorrere perlomeno ad anticipazioni bancarie. Le strutture peraltro sono già in difficoltà perché non hanno ancora ricevuto i saldi degli anni 2021 e 2022. La situazione è paradossale ed insostenibile.
Gli ambiti territoriali, inoltre, hanno affrontato notevoli difficoltà interpretative riguardo alle norme regolamentari, in particolare per gli aspetti amministrativi, rendicontativi e di compartecipazione degli utenti.

Da ultimo si è comunicato agli ambiti, per i Centri diurni per minori con disabilità, che gli stessi dovranno compartecipare alla retta attraverso il versamento anche dell’indennità di frequenza, che notoriamente invece costituisce un sostegno alle famiglie per consentire l’inserimento scolastico e presso strutture riabilitative e/o sociali. Si tratta di una disposizione illegittima ed assolutamente non condivisibile che, ci auguriamo, sia frutto solo un mero errore e che va immediatamente corretta.
Inoltre, nonostante da noi espressamente richiesto, non sono state specificate le tempistiche per l’esenzione dalla compartecipazione dei minori, delle donne in difficoltà e delle vittime di violenza, lasciando spazio a interpretazioni soggettive da parte degli ambiti.

Da ultimo segnaliamo, per l’ennesima volta, che la riforma di un welfare come quello calabrese, ingessato su un sistema antico di strutture più che di servizi e prossimità, non si può fare a costo zero.

Lo stesso Dipartimento Regionale sa molto bene, avendo richiesto più volte un intervento della Giunta e del Consiglio Regionale, che sono necessari almeno altri 10 milioni di euro annui per garantire a regime il sistema integrato di interventi e servizi sociali, senza i quali non ci sono i presupposti per consentire neanche la continuità degli interventi già in atto.

Queste sono solo alcune delle questioni poste nella nota inviata ieri agli interlocutori politici ed ai
dirigenti regionali, della quale si chiede di prendere visione.

Il Forum del Terzo Settore e le centrali cooperative Legacoop Sociali e Confcooperative Federsolidarietà, rappresentano come detto la quasi totalità degli enti che gestiscono sul territorio i servizi per le diverse fragilità (minori, anziani, persone con disabilità, donne in difficoltà e vittime di violenza, ecc.) e sino ad ora hanno dimostrato grande disponibilità al confronto ed alla collaborazione istituzionale.

Ora però il rischio di implosione dell’intero settore è davvero imminente.
Per tale motivo, pur mantenendo responsabilmente la nostra disponibilità alla collaborazione per la soluzione tecnica dei problemi, anticipiamo sin da ora che in assenza di immediati interventi risolutori porremmo in essere tutte le necessarie azioni di tutela dei diritti dei cittadini più fragili e degli stessi Enti del Terzo Settore, sia in termini giudiziali, ove necessario, sia di sensibilizzazione e protesta non violenta.

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