Ha destato grande scalpore la pubblicazione di un’inchiesta del quotidiano La Stampa sulla legge sul Dopo di noi, ad un anno dalla sua approvazione. 

Siamo gli unici genitori del mondo a sperare che i figli non ci sopravvivono“. Con queste parole si è raccontata Lucia Viggiano, una delle madri napoletane con una figlia disabile, protagonista dell’indagine di Andrea Malaguti.
le novità della legge sul dopo di noiIl giornalista de La Stampa ha raccontato le tristi vicende personali di tante famiglie che vivono con angoscia il futuro dei propri figli e che non hanno visto alcun cambiamento positivo dopo il varo della legge sul Dopo di noi.
Il provvedimento si basa sul principio dell’autodeterminazione di chi è affetto da disabilità, consentendo loro di scegliere il proprio progetto di vita dopo la morte dei genitori. Per permettere ai disabili di avere una vita dignitosa anche senza il sostegno familiare, la legge promuove programmi ed interventi innovativi in materia di residenzialità, la defiscalizzazione di polizze assicurative e la creazione da parte dei genitori di trust con vincoli di destinazione.

L’anagrafe che non c’è 

Le difficoltà, però, nell’attuazione del provvedimento sono molteplici. Come sottolineato dal presidente dell’Istat, Giorgio Alleva, nella sua audizione in Senato nell’aprile del 2016, ci sono innanzitutto dei problemi nell’identificazione dei beneficiari della legge. Manca, infatti, in Italia un’anagrafe delle disabilità che consenta di comprendere quante e quali persone sono affette da queste patologie. Avere un registro di questo tipo è fondamentale per gestire al meglio le risorse erogate per l’attuazione del Dopo di noi (90 milioni per il 2016) e per avere una maggiore contezza dei diversi bisogni dei beneficiari.
Secondo l’Istat, inoltre, con il passare degli anni potrebbero diventare sempre di più i disabili che perdono i genitori, arrivando entro dieci anni a quota 160mila. E con l’aumento dei disabili potrebbe anche crescere il numero dei cosiddetti desaperesidos, ovvero quelle persone (circa 40mila allo stato attuale) che rimangono senza alcun sostegno dopo la morte dei genitori.

Chi conosce la legge sul Dopo di noi?

La legge sul Dopo di noi è alle prese con una lunga fase di attuazione. Gli enti che dovrebbero indire i bandi sono le Regioni, ma, nonostante due terzi abbiano già ricevuto i fondi, ancora tutto tace. Un silenzio generalizzato, testimoniato anche dalla scarsa conoscenza da parte delle famiglie circa le opportunità offerte dal provvedimento. E pensare che la stessa legge prevedeva la realizzazione di campagne informative sulle novità del testo legislativo, ma anche in questo caso nessuno ha visto nulla.