green-italy-1C’è un’Italia che punta in maniera convinta sulla green economy ed è anche l’Italia più digitalizzata e con un miglior rendimento sui mercati esteri. 

È questo quanto emerge da GreenItaly, il rapporto di Fondazione Symbola e Unioncamere sulle imprese e gli enti locali che investono sulla sostenibilità ambientale, presentato oggi a Roma. Al momento il 44,5% della domanda di lavoro riguarda i cosiddetti green jobs e posizioni con competenze green.
Nel 2016 le assunzioni che riguardano l’ambito della green economy dovrebbero arrivare a quota 249.100 e nei prossimi anni un’azienda green su tre si aspetta di veder crescere il proprio tasso di occupazione.
Le imprese hanno capito, dunque, che puntare sul risparmio energetico ed in generale sulla sostenibilità ambientale, non solo è una scelta socialmente responsabile, ma ha anche dei grandi ritorni economici.

Basta osservare alcuni dati emersi nel corso della presentazione di GreenItaly per comprendere la portata del fenomeno. Le aziende che investono su tecnologie verdi (quasi 400mila) sono quelle che esportano di più. Il 46% di esse è presente sui mercati esteri contro il 27,7% delle realtà che non puntano sulla green economy.
La tendenza è la medesima se ci concentriamo sul fatturato. Il 35,1% delle imprese green ha aumentato il proprio fatturato nel 2015 contro il 21,8% delle altre imprese.
In generale, aggregando le performance in termini di internazionalizzazione, occupazione, fatturato e digitalizzazione delle imprese green e confrontandole con le realtà che non investono sulle tecnologie sostenibili, notiamo uno scarto di ben 15 punti percentuali a favore delle prime.

Innovazione e sostenibilità ambientale vanno di pari passo. E l’Italia, da questo punto di vista, è tra i leader a livello europeo. Il nostro paese, ad esempio, è primo in Europa per aumento del riciclo di imballaggi ed è secondo per tasso di riciclo.
Fa meglio per quanto riguarda il riciclo industriale, ambito che vede l’Italia al primo posto in Europa con 47 milioni di tonnellate di rifiuti non pericolosi riciclati nel 2012 contro i 43,6 milioni di tonnellate della Germania.
Il rapporto GreenItaly, inoltre, evidenzia che l’indice di Eco-efficienza (indicatore che prende in considerazione gli ambiti dell’energia, della materia, delle emissioni atmosferiche e dei rifiuti rapportati al valore di produzione) dell’Italia è inferiore solo a quello del Lussemburgo e dimostra, dunque, come le aziende italiane siano tra le più attente a livello europeo alle questioni ambientali.