Il Ministero delle Politiche Agricole, in accordo con il Ministero dello Sviluppo economico, ha inviato a Bruxelles lo schema di decreto sull’origine obbligatoria in etichetta per tutti i prodotti della filiera grano pasta in Italia. 

Il nostro Paese sta portando avanti in sede europea diverse battaglie in materia di tracciabilità. Dopo il latte l’Italia sperimenterà l’etichetta obbligatoria anche per la pasta. Nelle confezioni di pasta secca il consumatore potrà trovare il nome del Paese o dell’area geografica di provenienza del grano ed il nome del luogo in cui è stato macinato.
professioni agricolturaSe le fasi sopra citate vengono svolte in paesi differenti verranno adottate le seguenti diciture: Paesi UE, Paesi NON UE, Paesi UE E NON UE. Se invece il grano viene coltivato per il 50% in un solo paese come la Spagna, sull’etichetta troverete la dizione “Spagna e altri Paesi Ue e/o Non Ue”.
La scelta di sperimentare l’etichetta obbligatoria deriva innanzitutto dalla volontà di difendere i produttori italiani e la qualità della filiera grano pasta nostrana; c’è però anche l’intento di assecondare il volere dei consumatori.
Secondo una consultazione pubblica online effettuata dal Ministero delle Politiche agricole, infatti, l’85% degli italiani chiede trasparenza nell’indicazione d’origine di grano e pasta.

Il problema dell’invasione di prodotti stranieri di bassa qualità sta attraversando quasi tutti i comparti dell’agroalimentare ed è diventato di assoluta rilevanza nell’opinione pubblica italiana. Il consumatore presta sempre più attenzione alla qualità, alla sostenibilità e alla provenienza e si dichiara disposto a pagare di più per un prodotto buono, sicuro ed italiano.
La filiera della pasta è uno dei maggiori protagonisti del Made in Italy – ha dichiarato il Ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda –  perché testimonia la capacità dei nostri pastai di miscelare grani di origine diversa, così da raggiungere gli alti livelli qualità che caratterizzano la pasta italiana. Il provvedimento, che risponde ad una crescente esigenza di trasparenza e informazione verso il consumatore, consentirà di fare maggiore chiarezza sull’origine del grano e delle semole che caratterizzano la qualità della pasta Made in Italy nell’ottica di rafforzare la filiera produttiva e competere con la concorrenza straniera”.
Il Ministro delle Politiche Agricole, Maurizio Martina, ha sottolineato invece la volontà del governo di chiedere a Bruxelles misure sempre più specifiche e avanzate in materia di tracciabilità, non solo per la filiera del grano pasto ma per tutti i settori di eccellenza dell’agroalimentare italiano.