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Google contro la Commissione Ue: accuse infondate, miglioriamo la qualità degli annunci

Una risposta dura quella di Google nei confronti della Commissione Ue dopo che quest’ultima, lo scorso 15 aprile, aveva inviato al colosso americano una comunicazione riguardante presunti abusi di posizione dominante.

googleSecondo la Commissione, Google privilegerebbe in maniera sistematica i propri prodotti nel proprio motore di ricerca. Annunci ed inserzioni sarebbero orientati a favorire i prodotti presenti in Google Shopping, comportando così una violazione della normativa europea in materia di anti-concorrenza.
Da tanto tempo si discute ormai della presunta posizione dominante dell’azienda americana; un’accusa che evidentemente non è andata giù ai vertici dell’impresa che ha pubblicato un duro post sul proprio blog ufficiale.

Secondo Google la comunicazione della Commissione è infondata dal punto di vista “dei fatti, legale ed economico“. L’intento di Google sarebbe quello di migliorare la qualità dei servizi offerti ai consumatori e agli inserzionisti. «È nel nostro interesse fornire risultati di alta qualità e annunci che conducano le persone a ciò che stanno cercando. Più pertinenti sono gli annunci, meglio collegano potenziali acquirenti a potenziali venditori, generando così più vantaggi per tutti».
Nel comunicato ufficiale Google tira in mezzo anche Ebay ed Amazon. Secondo l’azienda americana, infatti, la comunicazione non prende in considerazione lo spazio posseduto in rete dai due leader del settore dell’e-commerce, i quali hanno senza dubbio maggiore rilevanza rispetto agli annunci di Google Shopping.
Le analisi di traffico svolte da Google stessa mostrerebbero, inoltre, che il settore della ricerca dei prodotti online è stato altamente competitivo negli ultimi dieci anni.
In questo modo cadrebbe l’accusa di abuso di posizione dominante. Google tiene a sottolineare come il servizio offerto sia particolarmente apprezzato da utenti ed inserzionisti perché opera ai fini del migliore incontro possibile tra domanda e offerta.
Il contenzioso è destinato ad andare avanti a lungo, considerata la netta inconciliabilità delle due posizioni.

 

 

 

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