La chiamano etica efficace ovvero un’etica che non sa essere solo giusta ma che è in grado anche di risolvere i problemi economici e sociali delle fasce più deboli. 

È questo il centro del manifesto del gruppo cooperativo Goel per il riscatto ed il cambiamento della Calabria. Due parole che, come ammette Goel stessa, sono spesso abusate ma necessarie per far comprendere i bisogni impellenti del contesto calabrese.
linarello goelAlla sopraffazione violenta, al clientelismo e al connubio tra mafia e massonerie deviate Goel intende rispondere con un modello basato sulla sussidarietà verticale, dove è la comunità locale a prendere le decisioni fondamentali sia a livello politico che economico.
Il gruppo cooperativo sta sperimentando questo sistema da diversi anni, ottenendo grandi risultati. Dal 2014 al 2015, ad esempio, il valore della produzione di Goel è aumentato del 34,5%. Nell’ultimo anno è nato anche Campus Goel, un incubatore che raccoglie e sviluppa solamente le idee etiche ed innovative.
La massima espressione, però, di come l’etica possa essere anche efficace viene dal consorzio Goel Bio, una realtà che aggrega i produttori agricoli della Locride e della Piana di Gioia Tauro vittime di intimidazioni mafiose e che applica il giusto prezzo nella raccolta delle arance.
Goel è quindi a tutti gli effetti un progetto comunitario che nasce dal basso e che intende restituire al territorio quello che ha ricevuto. Per crescere e diventare un modello di riferimento ha bisogno però che la comunità locale sposi i valori proposti. Per questo motivo l’obiettivo di Goel non è tanto vincere la battaglia contro le mafie e l’appropriazione violenta, ma con-vincere che il modello proposto non è solo eticamente giusto, ma anche economicamente vantaggioso.
Per conoscere i dettagli della proposta del gruppo cooperativo Goel potete leggere il manifesto.