Giornata del Banco Alimentare 2012È fissata per il prossimo 24 novembre la nuova Giornata del Banco Alimentare destinata alla raccolta di cibo per i poveri del nostro Paese, in crescente aumento, investendo in modo particolare famiglie con bambini piccoli e anziani che, effetti anche della crisi, rappresentano le fasce della popolazione più colpite.

Cresce così, di anno in anno, il numero degli italiano che devono bussare alle porte di associazioni varie (Banco Alimentare, Croce Rossa, Caritas, Opere di Carità, Comunità di Sant’Egidio) per chiedere aiuti alimentari.

Un numero impressionante stando a quanto attesta l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (Agea), l’ente collegato al ministero delle Politiche agricole, che ne ha stimati circa 3,6 milioni: + 33% negli ultimi due anni, quasi un milione in più rispetto al 2010. Un dato allarmante al quale, la stessa Agenzia rischia di non fare più fronte sebbene attraverso le varie organizzazioni caritative distribuisca ogni anno 100 milioni di euro di alimenti prodotti in eccedenza.

Alla Campania il triste primato dove i poveri sono il 14% della popolazione con un aumento del 56% nell’ultimo biennio. Ma non sta messo bene nemmeno il Nord del Paese per essere rappresentato, subito dopo Sicilia e Lazio, dalla Lombardia, l’Emilia Romagna (6° posto), il Piemonte (8°), la Toscana e il Veneto a ruota. In mezzo, ancora regioni del Sud: la Puglia (5° posto), la Calabria (7°), la Sardegna (11°).

Le regioni con il minor numero di indigenti la Valle d’Aosta, il Molise, il Trentino Alto Adige, l’Umbria: complessivamente in Italia 6mila poveri ogni 100mila abitanti.

Il rischio è che a partire dal 2014, se l’Europa non rivedrà il taglio dei fondi previsti per le eccedenze alimentari da distribuire, non si potrà più soddisfare i tanti indigenti che, purtroppo, le stime prevedono ancora in aumento.

Tuttavia è anche evidente che la povertà la si combatte non solo aumentando le disponibilità alimentari da distribuire ma anche, probabilmente soprattutto, riducendo gli sprechi: è fin troppa la quantità di cibo che viene buttata nella pattumiera o quella che, per un qualsiasi difetto di produzione (come confezioni sbagliate o difettose) o prossime alla scadenza che finisce al macero: più di un milione di tonnellate di cibo che basterebbe non solo a soddisfare il bisogno dei 3,6 milioni di poveri del nostro Paese, ma anche una parte degli oltre 19 milioni di persone che in tutta Europa soffrono la fame.